Acqua inquinata, esposto Codacons
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fonte:
- Il Giorno
– PAVIA – IL PASSATO industriale di Pavia ritorna sotto forma di inquinamento. Secondo alcuni controlli effettuati dal Comune idrocarburi, zolfo e carbonio che si trovano nelle falde acquifere potrebbero mescolarsi all’ acqua che viene usata per innaffiare gli orti. Oggi l’ amministrazione civica incontrerà la Regione per verificare se da Milano arriveranno i 30 milioni necessari a effettuare la bonifica. Nel frattempo il Codacons presenta un esposto alla procura della Repubblica: «Chiediamo di accertare e perseguire i responsabili di quanto accaduto». «La notizia è allarmante e come al solito ci si muove quando il danno è già fatto – ha aggiunto l’ associazione che tutela i consumatori -. Da mesi ormai chiediamo un monitoraggio sulle aree dismesse e soprattutto interventi urgenti per la loro bonifica. Puntiamo il dito contro chi avrebbe dovuto e potuto prevedere il disastro che sarebbe potuto accadere e non ha fatto nulla. Chiediamo alle amministrazioni locali di dirci cosa esce dai rubinetti dei cittadini di Pavia e perché in questi anni non si è fatto nulla per evitare il disastro». GLI OLTRE 84mila metri quadrati che un tempo accoglievano la fabbrica della Snia viscosa, la ex dogana, ma anche l’ ex deposito di via Riviera, l’ ex Landini e i distributori dismessi, la discarica di rifiuti pericolosi in via Acerbi, per non parlare della bomba ecologica che si trova a Motta San Damiano dove sorgeva la Chatillon sequestrata nel 2012 dal Corpo forestale, sono oggi finiti sotto lente. «Alla fine i nostri timori si sono rivelati fondati – ha concluso il Codacons -, ma nel frattempo idrocarburi, zolfo e carbonio sono già abbondantemente penetrati nel sottosuolo». M.M.
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