Acqua, i sindaci tremano “Si rischiano aumenti”
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fonte:
- La Provincia di Varese
Le associazioni sono tutte d’accordo: «Sarà una stangata, le tariffe dell’acqua aumenteranno del 30-40 per cento» denunciano in coro Codacons, Movimento difesa del cittadino, Adiconsum, Adusbef e Federconsumatori, queste ultime pronte a raccogliere firme per un referendum abrogativo della nuova «legge Ronchi». Una norma che – varata in via definitiva dalla Camera giovedì scorso – prevede l’affidamento ai privati della gestione del servizio idrico. Una scelta che ha scatenato le critiche delle opposizioni ma anche qualche mal di pancia tra le fila del Carroccio che, in un ordine del giorno, ha chiesto che «nella stesura del regolamento attuativo venga considerata l’ipotesi di deroghe per i comuni virtuosi che, tramite la gestione in house, riescono a mantenere tariffe basse e un buon livello di servizio». MEGLIO STARE SOLI Una richiesta condivisa dal sindaco di Varese Attilio Fontana, presidente dei comuni lombardi aderenti all’Anci, già pronti a salire sulle barricate per difendere l’efficacia e l’efficienza del servizio attualmente offerto: «Dove si è proceduto alla privatizzazione, come per esempio in Toscana, i risultati non sono mai stati positivi, specie per le tasche dei cittadini» attacca il numero uno di Palazzo Estense che sui futuribili aumenti non si sbilancia: «È impossibile prevederlo con certezza ma la mia speranza è che su questa faccenda si faccia chiarezza al più presto possibile». E la chiarezza, in proposito, è fondamentale anche perché la legge regionale è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale e mancano i decreti attuativi della legge Ronchi. «Ad ogni modo sono molto perplesso nei confronti di tutto ciò che è stato fatto negli anni per quanto riguarda l’acqua – conclude – Se fossimo andati avanti con la gestione affidata a ogni singolo comune, magari prevedendo sinergie per i risparmi, non avremmo avuto problemi». Sta di fatto che, per ora, nessun pubblico amministratore è in grado di garantire il congelamento delle tariffe: «Varese ha tariffe ai minimi storici a livello nazionale perché sono praticamente ferme dal 2002, con la sola eccezione dell’aumento del 2007. Ma siamo fermi anche sugli investimenti» ricorda il leghista William Malnati, presidente di Aspem. Legge Ronchi a parte, dunque, per sistemare reti dove le perdite oscillano fra il 20 e il 30 per cento, è chiaro che bisognerà mettere a punto un piano di investimenti e finanziarlo con una revisione tariffaria. Un’operazione non certo semplice da organizzare e comunque non in capo ai comuni bensì al neocostituito Ato, il cui articolato iter di costituzione non è ancora completato: «Attendiamo la costituzione della nuova società patrimoniale che avrà in capo la gestione di tutta la rete idrica provinciale e che dovrà stendere il piano d’ambito di tutto il territorio, partendo da un censimento delle reti esistenti preliminare alla stesura del programma di investimenti per i prossimi anni» spiega Malnati. Solo a quel punto «verrà determinata una tariffa provinciale adeguata al tipo di interventi programmati». Se ne parlerà presumibilmente tra il 2010 e il 2011 quando si potrà procedere anche al bando di gara per l’affidamento del servizio. Nel frattempo le amministrazioni e le società saranno chiamate a definire il futuro di Prealpi Servizi, che dovrà diventare una società di sola gestione (patrimoniale) o di sola erogazione (e, in questo caso, potrà partecipare alle gare di affidamento). Insomma, i nodi da sciogliere non mancano e la legge Ronchi complica le cose: «A una prima analisi, questa legge la vedo male» commenta Fabrizio Taricco, Pd, ex sindaco di Carnago: «Non so ancora se ci saranno aumenti tariffari, ma la cosa certa è che perderemo la gestione dell’acqua». Taricco boccia poi il trattamento riservato alle municipalizzate che, «quando funzionano, come nella gestione dell’acqua, andrebbero aiutate anziché messe in difficoltà come fa questa legge». MIGLIORE QUALITA’ «Non è affatto vero che in Lombardia le tariffe dell’acqua aumenteranno nel 2010. L’ho detto più volte e lo ripeto ora con nettezza» dichiara però senza giri di parole l’assessore regionale alle reti e servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi. «Al contrario il fatto che si vada a una gara, come prevede la nostra legge regionale e anche il decreto Ronchi, porterà a un miglioramento del servizio e a una ottimizzazione delle risorse perché vincerà l’azienda, pubblica o privata che sia, che saprà garantire il più alto grado di qualità, e quindi economicità».
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