11 Ottobre 2018

Acqua “griffata” Chiara Ferragni, la polemica arriva anche in Parlamento

 

La bufera sull’ acqua Evian brandizzata Chiara Ferragni e venduta a 8 euro arriva anche in Parlamento. Dopo l’ esposto annunciato dal Codacons , a muoversi è ora il senatore di Fratelli d’ Italia Giampietro Maffoni che ha presentato un’ interrogazione parlamentare ai ministri dell’ Ambiente e dell’ Istruzione. “Mi chiedo – scrive Maffoni – se non sia il caso che una donna che ha il potere di influenzare milioni di giovani non possa rivedere i suoi investimenti”. “Il Rapporto Onu sull’ acqua – si legge nell’ interrogazione – sottolinea lo stretto legame tra povertà e risorse idriche: il numero di persone che vive con meno di 1,25 dollari al giorno, infatti, coincide approssimativamente con il numero di coloro che non hanno accesso all’ acqua potabile. Si stima che muoiano 3.900 bambini ogni giorno per scarsità d’ acqua e circa il 10% di tutte le malattie mondiali potrebbe essere evitato migliorando fornitura di acqua”. Nel mirino finisce poi direttamente la fashion blogger. “Premetto – scrive Maffoni – che nel libero mercato l’ abilità imprenditoriale di un individuo si premia da sola, e se vi è qualcuno che sente la necessità di spendere 72,50 euro per una confezione da 12 bottiglie, non vi è nulla di illecito. Mi chiedo però – aggiunge il senatore di Fratelli d’ Italia – se non sia il caso che una donna che ha il potere di influenzare milioni di giovani che la seguono sui social (15,2 milioni solo su Instagram) non possa rivedere i suoi investimenti in un’ ottica diversa”. L’ acqua firmata da Chiara Ferragni, che è già sul mercato da mesi, è in realtà solo l’ ultimo progetto di brandizzazione messo in atto da Evian, marchio di acqua “di lusso” da sempre venduto a un prezzo più alto della media. Prima della fashion blogger, a firmare le bottiglie “da collezione” erano stati, tra gli altri, Jean-Paul Gaultier e Christian Lacroix.

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