29 Ottobre 2021

«Acqua fornita a peso d’oro, l’allarme del Codacons»

Domenico  Marotta  Bollette  dell’acqua  salate,  criticità  nella  fatturazione:  «Abbiamo  Rilevato  irregolarità  in  particolare  nel  calcolo  delle  eccedenze  nella  ingiusta  richiesta  della  tariffa  di  depurazione».A  dichiararlo  è  l’avvocato  Maurizio  Gallicola,  responsabile  del  Codacons  Caserta:  «Nell’elaborazione  delle  fatture  emesse  verso  condomini  con  un  unico  contatore  l’Italgas,  non  tiene  conto  della  delibera  Arera  che  prevede  il  calcolo  degli  scaglioni  in  proporzione  al  numero  di  utenze  presenti  all’interno  dello  stabile.  Non  è  un  vizio  da  poco».  GLI  SCAGLIONI  Gli  scaglioni  di  costo  del  metro  cubo  d’acqua  si  calcolano  in  relazione  al  consumo  totale  su  base  annua:  in  terza  eccedenza  un  metro  cubo  si  paga  all’incirca  il  quintuplo  rispetto  al  costo  in  tariffa  agevolata.«E’  evidente  che  in  quei  condomini  in  cui  tutte  le  utenze  sono  collegate  ad  un  unico  contatore  – spiega  Gallicola  – il  consumo  rappresenterà  la  sommatoria  di  tante  utenze  domestiche  quanti  sono  condòm-ini  e,  di  conseguenza  un’altissima  percentuale  del  consumo  viene  fatturata  in  terza  eccedenza  con  un  costo  finale  enormemente  più  alto  per  l’utente.  Applicando  la  delibera  dell’Arera  (Autorità  di  regolazione  per  Energia,  Reti  Ambiente  ndr),  invece,  il  conteggio  andrebbe  fatto  distribuendo  il  consumo  totale  indicato  dal  contatore,  in  maniera  proporzionale  tra  condòmini  ed  in  quel  caso  il  tariffario  applicato  nella  stragrande  maggioranza  dei  casi,  come  avviene  nelle  singole  utenze  domestiche,  non  supererebbe  la  tariffa  base».  In  sostanza,  se  un  appartamento  dotato  di  singolo  contatore  consuma  200  mq  in  un  anno  paga  tutto  il  consumo  con  l’applicazione  degli  scaglioni  di  prezzo  più  basso,  ma  se  si  trova  in  condominio  pagherà  dal  triplo  al  quintuplo  (a  seconda  dello  sforamento  degli  scaglioni  segnato  dal  contatore  unico)  una  percentuale  più  meno  sostanziosa  ma  comunque  altissima  del  consumo  totale.  «Il  ricalcolo  in  base  alla  delibera  dell’Arera  che  risale  ad  inizio  2020  è  un’istanza  legittima  – che  spiega  Gallicola-   mio  modo  di  vedere  dovrebbe  essere  vagliata  con  maggiore  attenzione  nei  tribunali».  EMERGENZA  DEPURAZIONE  «L’altra  criticità  – spiega  ancora  il  responsabile  Codacons  – riguarda  la  tariffa  di  depurazione  che  incide  sulle  bollette  per  circa  il  25  percento  che  non  dovrebbe  essere  applicata  da  giugno  2016  fino  ad  almeno  la  fine  del  2018.  In  quel  periodo  – racconta  Gallicola  – su  mia  istanza  l’Arpac  confermò  due  dati  preoccupanti.  Il  primo,i  depuratori  che  servono  il  territorio  di  Caserta  dei  comuni  limitrofi,  funzionano  poco  più  del  50  percento  del  loro  potenziale.  Il  secondo,  le  pompe  di  sollevamento  della  raccolta  acque  reflue  Castertavecchia  non  funzionavano  quindi  gli  scarichi  finivano  nel  terreno.  Spero  che  nei  quasi  tre  anni  decorsi  da  allora  due  problemi  siano  stati  risolti.  Resta  il  fatto  che  per  Cassazione,  se  la  depurazione  non  funziona  non  va  pagata  l’Italgas,  da  quando  è  subentrata  alla  Napoletanagas  nel  giugno  2016,  la  richiede  regolarmente».  Preoccupazione  per  la  salubrità  dell’acqua.  coniugata  ad  un’altra  criticità  nella  fatturazione  che  incide  sulle  tasche  dei  cittadini.  «Purtroppo  la  gestione  delle  forniture  idriche  sta  diventando  un  business  troppo  proficuo,  lo  conferma  che  molte  grandi  aziende  si  stanno  inserendo  su  quel  mercato»  conferma  l’avvocato  Gallicola.  PROSPETTIVE  FUTURE  «Il  sindaco  Marino,  tempo  fa,  ha  espresso  l’orientamento  di  riportare  nell’alveo  della  gestione  pubblica  la  fornitura  idrica  in  città.  nostro  modo  di  vedere  si  potrebbe  fare  anche  subito  visto  che  Italgas  inglobò  la  Napoletanagas  ereditando  una  convenzione  scaduta  dicembre  2015  mai  prorogata.  Anzi,  in  alcune  cause,  ho  cercato  di  dimostrare  che  il  pagamento  delle  bollette  dell’acqua  non  è  proprio  dovuto  proprio  perché  richiesto  senza  titolo.  In  ogni  caso  è  da  auspicarsi  che  le  giuste  istanze  dei  cittadini  in  materia,  vengano  vagliate  con  maggior  passione  dai  magistrati.I  danni  di  queste  irregolarità  nella  fatturazione  – conclude  Gallicola  – sotto  il  profilo  economico sono molto rilevanti”.

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