8 Maggio 2013

Acqua dell’ Alaco, analisi insufficienti

Acqua dell’ Alaco, analisi insufficienti

 

 

Riunioni, “marce” di protesta, task force, intervento dell’ istituto superiore della sanità, fino adesso, non sono riusciti a placare le polemiche sull’ invaso “Alaco”. Purtroppo, a distanza di tre mesi dall’ allarme benzene, ancora, tra rappresentanti istituzionali e mondo dell’ associazionismo si continua a parlare lingue diverse sulla tipologia e sul numero di analisi da eseguire sui campioni di acqua che vengono prelevati ai potabilizzatori sparsi sul territorio vibonese. A richiamare al rispetto degli impegni presi nella prima riunione della task force, il presidente del Forum delle associazioni, Antonio D’ Agostino, e il presidente provinciale del Codacons, Claudio Cricenti, i quali, in una nota indirizzata al prefetto Michele di Bari, chiedono che vengano ripristinate le riunioni dell’ organismo. «Dobbiamo – si legge nella nota – rimarcare la gravità della sospensione del lavoro della task force, e la necessità di una sua pronta ripresa. Non possiamo, inoltre, esimerci da alcune necessarie considerazioni: per un verso, sui dati direttamente rinvenibili sul sito web dell’ Asp e, per altro verso, sulle notizie apprese, in via indiretta, dai giornali locali. Sui primi non possiamo non constatare come le analisi, che per legge l’ Asp deve effettuare, continuano ad essere parziali sia in numero che in tipologia. La verifica di ciò -prosegue – è alla portata di chiunque voglia confrontare le tabelle A, B e C del citato decreto legislativo 31/2001 con quelle pubblicate dall’ Asp. E parliamo di quelle minime perché di quelle “extra”, invocate da più parti sia nella prima che nella seconda riunione, si è persa ogni traccia. E, si badi, tra quelle pubblicate sono emerse non conformità per eccesso di ferro e per la presenza di coliformi, che hanno riguardato proprio i comuni serviti dalle ac que provenienti dall’ Alaco (tra cui Vibo, Vazzano, Gerocarne), il che contraddice le temerarie affermazioni del Commissario dell’ Asp Maria Pompea Bernardi del 21 aprile 2013. Non può – continua – sottacersi il paradosso e la gravità della situazione attuale: ancora, ad oggi, le analisi vengono affidate all’ Arpacal la quale, a differenza di molte altre Arpa sul territorio nazionale, è un organismo privo di accreditamento specialmente per il controllo delle acque)». Anche sulla caratterizzazione dell’ Alaco, il Forum delle associazioni vibonesi e il Codacons, sono fortemente critici. «La notizia della caratterizzazione dell’ Alaco – sottolinea la nota – viene reiteratamente riportata dai mezzi di informazione come disposizione data dal Prefetto, ma senza che a tale disposizione sia data la consequenziale notizia dell’ effettuazione reale (com’ è noto oltremodo complessa e costosa), degli esiti, delle metodiche usate e del soggetto idoneo a ciò deputato; attività che non può essere certo rimessa all’ Arpacal né è di competenza istituzionale dell’ Iss. Riteniamo-incalza- che, nell’ ambito del corretto rapporto posto a base degli incontri sia necessario e doveroso, nei confronti dei nostri associati e dei cittadini che rappresentiamo, chiederle di essere informati ufficialmente su tutti gli aspetti esplicitati nella presente comunicazione. Ciò appare ancor più urgente ed indifferibile in quanto i dati a disposizione, nonostante le affermazioni affidate ai giornali, non danno sufficienti (né possono dare) garanzie scientifiche sul superamento delle criticità congiuntamente riscontrate – né su quelle già riscontrate nella fugace analisi dell’ invaso (di poche righe) che si legge nel Piano di tutela delle Acque, redatto dalla Sogesid nel 2005, quando l’ Alaco non era in funzione) «In esso si legge – conclude la nota – dell’ acclarata presenza di criticità per manganese e coli (totali e fecali) e si specifica che l’ obiettivo da raggiungere nel 2010 avrebbe dovuto essere quello del raggiungimento dello stato di qualità ambientale A2 per l’ utilizzo delle acque ai fini potabili. Obiettivo che non è mai stato raggiunto, come emerge dalle risultanze dell’ indagine penale.i.

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