12 Luglio 2007

Acqua contiene metalli pesanti. Tar Lazio accoglie ricorso del Codacons

L`acqua che esce dai rubinetti italiani non è poi così pulita. Anzi spesso contiene metalli pesanti e tossici. Lo sostiene il Codacons, in risposta ad un articolo pubblicato oggi su “Il Corriere della Sera“. Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso presentato dall`associazione contro il provvedimento di proroga del valore di soglia di alcune sostanze inquinanti (nelle acque potabili) adottato dai Ministeri della Salute e dell`Ambiente, e diretto ad orientare Regioni e Province Autonome. Il Tribunale Amministrativo ha anche ordinato al Ministro Turco di informare correttamente i cittadini sul grado di inquinamento delle acque destinate al consumo umano. Le Regioni interessate dal provvedimento dei due Ministeri erano Campania, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana, Puglia e le province autonome di Bolzano e Trento. L`iniziativa legale dell`associazione, attraverso una accurata relazione tecnica, ha permesso di scoprire (nell`acqua potabile di molte parti d`Italia) la presenza oltre i limiti di legge di alcune sostanze pericolose per la salute umana. Si va dai cloruri, al nichel, fino all`arsenico. Sulla pericolosità dell`arsenico inutile soffermarsi. “L`etica e il buon senso di qualsiasi esperto in tossicologia – afferma il Codacons – obbligherebbero ad imporre al legislatore livelli per questo metallo i più bassi possibili nelle acque potabili“. Anche per le altre sostanze rilevate appare evidente che dovrebbero essere pressochè assenti dall`acqua consumata ogni giorno: il nichel perché altamente allergico, i cloruri in quanto causa di neoplasia di vari organi, i trialometani perché nocivi per l`accrescimento del feto ed i fluoruri poiché l`assunzione quotidiana di fluoro attraverso le acque potabili favorisce l`osteoporosi nelle donne sopra i cinquant`anni

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