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1 Febbraio 2013

ACQUA, CONSIGLIO DI STATO: BOLLETTE INCOERENTI CON REFERENDUM

     

    ACQUA, CONSIGLIO DI STATO: BOLLETTE INCOERENTI CON REFERENDUM
     

    CODACONS: ORA VANNO IMMEDIATAMENTE RESTITUITI I SOLDI AI CONSUMATORI

     

    DA RIFARE NUOVA DELIBERA DELL’AUTHORITY ENERGIA E GAS

     

    Secondo il Consiglio di Stato l’aumento del 7% sulle bollette dell’acqua, legato alla remunerazione del capitale investito, non è “coerente” con il quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011. Come scontato e già annunciato dal Codacons immediatamente dopo l’esito del referendum, insomma, il criterio “dell’adeguatezza della remunerazione dell’investimento” è “in contrasto” con il referendum.
    Ora i soldi indebitamente incassati dai gestori dal 21 luglio 2011 (data di proclamazione della vittoria referendaria) vanno immediatamente, ossia nella prima bolletta utile, restituiti al consumatore con tanto di interessi legali, altrimenti scatteranno le azioni legali.
    Secondo il Codacons, però, va rivista anche la nuova delibera dell’Authority del 28 dicembre 2012, eliminando il riconoscimento di costi a priori e l’aggiornamento automatico dei costi operativi all’inflazione. Un conto, infatti, è che la tariffa copra tutti gli effettivi aumenti di costi legati all’aumento reale dei prezzi pagati dai gestori, un conto è prevedere, ex ante, un meccanismo di indicizzazione dei prezzi che finisce per reintrodurre, surrettiziamente, quanto il Consiglio di Stato ha ribadito ieri essere illegale.

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