7 Gennaio 2020

Acqua, Codacons denuncia Sorical

IL Codacons ha denunciato Sorical per la riduzione della somministrazione di acqua “potabile” nella città dello Stretto. Durissima la reazione dell’ associazio ne alla riduzione idrica posta in essere per oltre una settimana a Reggio Calabria. Il Codacons ha chiesto, per voce del suo vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto, l’ inter vento della Procura della Repubblica perché “appa re intollerabile le riduzione di un bene primario, un bene per la popolazione”. “La nostra vita è legata all’ acqua ed ogni attività umana dipende dalla possibilità di accedervi – continua Di Lieto, sostenuto nella battaglia dalla presidente provinciale Antonia Condemi – per questo motivo appare assolutamente vergognoso che Sorical ponga in essere quella che appare una vera e propria ‘estorsione’, capace di avere serie ripercussioni sulla salute pubblica. Ora basta. Siamo stufi di una gestione prepotente ed arrogante che impone ai comuni il pagamento di tariffe illegittime, perché determinate contro le gem, e minaccia i cittadini con metodi che ricordano quelli adottati dalla crimi nalità. O il Comune paga o riduco l’ acqua”. Il Coda cons chiede, quindi, alla Procura di Reggio di verificare la sussistenza del reato di interruzione di pubblico servizio ed estorsione. Rivolgendosi anche alla Regione, socio di maggioranza di Sorical, rammentando che l’ acqua è dei calabresi. “Dai sindaci – prosegue Di Lieto – ci aspettiamo il massimo sostegno ed una forte coesione davanti una battaglia di civiltà che, prescindendo dalle posizioni ideologiche e partitiche, deve mirare alla tutela delle famiglie calabresi. Un principio, quello dell’ ac qua quale bene comune, per il quale gli amministratori potrebbero anche dimettersi per tutelare i loro concittadini. Del resto, rimanere immobili dinanzi a tariffe palesemente illegittime e farle pagare ai propri cittadini è da corresponsabili. Le tariffe in Calabria rappresentano una vera e propria truffa, perpetrata nel silenzio generale e con complicità diffuse, che ha portato i calabresi a pagare tariffe maggiorate per 200 milioni di euro. Un somma spaventosa ma che, se non si interviene, negli anni sarà destinata ad aumentare”.

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