Acqua cara come champagne la rivolta di Santa Margherita
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fonte:
- la Repubblica
Acqua cara come champagne la rivolta di Santa Margherita
Adeguamento improvviso e senza gradualità: comitati di resistenza mentre anche il sindaco Mangini protesta
Cara acqua, quanto mi costi- – si chiedono i cittadini di Santa Margherita da qualche mese a questa parte. Per la precisione, da quando hanno cominciato a ricevere, nel luglio del 2005, le nuove bollette emesse dalla Idrotigullio Spa e a leggerne l`importo trascritto. Cifre da capogiro: 500, 600, 700 e in alcuni casi mille euro. La batosta è arrivata nel momento in cui il Comune, per adeguarsi all`applicazione della Legge Galli del 1994 sulla riorganizzazione dei servizi idrici integrati, ha ceduto in via provvisoria all`Amga (di cui Idrotigullio è un esecutore) la gestione dell`acquedotto, con un contratto quadriennale valido fino al 2008. Da qui l`applicazione delle nuove tariffe che sono aumentate del 100%, 187%, 217%, 288% e addirittura del 340% rispetto alle precedenti. Abituati agli importi della vecchia gestione ed ora sbalorditi di fronte ai numeri a quattro cifre della nuova, i consumatori hanno deciso di unire le loro forze e muovere battaglia. Tanto che una delle associazioni civiche di Santa Margherita, `Gente per Santa` ha organizzato un servizio di assistenza per gli utenti nella lettura delle nuove e cavillose bollette. Nel giro di un mese, ai loro `sportelli informativi` si sono recati più di 200 cittadini in cerca di una spiegazione. E una ragione – se pure non esaustiva per chi già ha versato il denaro – ha cercato di darla anche Idrotigullio. “Abbiamo dovuto adeguare le vecchie tariffe a quelle stabilite dall`Ato (ambito territoriale ottimale) che sono valide e uguali per tutta la provincia di Genova – spiega il direttore dell`Amga, Enzo Mangini -. Idrotigullio non ha voluto nessun aumento, ma ha solo applicato le decisioni che sono state prese dall`assemblea dei 67 sindaci dei comuni interessati. In alcuni casi, come a Santa Margherita dove la vecchia tariffa era bassissima (da 0,28 euro al metro cubo, si è passati a 0,59), la differenza è stata maggiore e si è sentita molto più che altrove. A Genova, per esempio, non se ne sono nemmeno accorti“. Ma i sanmargheritesi non la pensano proprio così e al Comune e alla Idrotigullio attribuiscono – innanzitutto – una mancanza di informazione. A partire dal più essenziale e basilare avviso del passaggio di `proprietà` dell`acquedotto e della conseguente variazione dei prezzi. “Quando mi è arrivata la bolletta dell`acqua e ho visto che l`importo era molto più alto rispetto a prima, mi sono insospettito. Sono andato a vedere le vecchie cartelle e mi sono accorto che eravamo passati ad un altro gestore – racconta il signor Romoli, milanese e residente a Santa Margherita da 9 anni – Rispetto all`ultima fattura del 2004 che aveva ancora le tariffe comunali, l`importo era aumentato del 217%. Ma come è possibile che il Comune abbia accettato un rialzo simile senza nemmeno avvisare i suoi cittadini- Prima di sottoscrivere il contratto, avrebbe dovuto interpellarci. Un bicchiere d`acqua ci costa quasi quanto una coppa di champagne“. A lui, come a tanti altri nella stessa condizione, il sindaco Claudio Marsano risponde: “Quando sono state deliberate le nuove tariffe all`assemblea dell`Ato, ho votato contro perché erano troppo alte, ma ha vinto la maggioranza che era favorevole. Ora cercheremo di chiedere una riduzione per gli utenti, stabilendo delle fasce sociali“. La sensazione dei cittadini, però, rimane quella di aver subito un vero e proprio salasso, ingiustamente. Dai commercianti, panettieri e pasticceri che per un uso `aziendale` dell`acqua si sono visti arrivare importi fino a 4mila euro, ai privati che per il loro consumo `domestico` hanno versato quasi mille euro, la questione non cambia: l`aumento è spropositato. “La prima bolletta della Idrotigullio era di 602 euro – dice la signora Pacchetti Frizzi, promotrice della protesta dell`acqua – La seconda di 798, la terza di 552. Ho anche alzato il modulo base che indica il consumo medio dell`acqua per non cadere subito nei superi, ma la cifra resta altissima“. Pochi però, hanno fatto come lei, perché la lettera ufficiale da parte della Idrotigullio, in cui si parlava della variazione del modulo base, è arrivata solo a metà ottobre del 2005. “Fino ad allora, abbiamo pagato le fasce più alte perché il consumo medio di una famiglia, secondo le tabelle, passava subito negli scaglioni maggiorati“ – protestano ancora gli utenti. Idrotigullio riconosce la mancanza e ammette di non averli avvisati. “Non è stata data comunicazione perché in realtà non cambiava nulla rispetto a prima: anche quando c`era il Comune si poteva adeguare il modulo base per non entrare nei superi. Ma la differenza era talmente minima da non accorgersene. Il vero problema è che Santa Margherita ha trasferito il proprio archivio a noi solo a gennaio del 2005. Non avevamo materialmente gli indirizzi a cui spedire le bollette, quindi le prime due sono state altissime perché comprendevano quasi un anno di fatturazione“, spiega Mangini. La protesta ora procede anche per altre vie. Il caso di Santa Margherita è stato portato davanti alla Camera di Commercio di Genova dal Codacons (che ha già fatto la stessa causa a Deiva Marina) per avviare un tentativo di conciliazione tra consumatori, Comune e Idrotigullio. “Vogliamo verificare in via `bonaria` il caro acqua – spiega l`avvocato Diana Barrui del Codacons – Se ci danno ragione, allora il Comune dovrà risarcire i suoi abitanti. L`aumento delle tariffe avrebbe dovuto essere spalmato su un arco di tempo maggiore e valutato in base ai nuclei familiari“. Nel caso in cui la via `bonaria` non funzioni, continua l`avvocato, il Codacons farà una causa collettiva, prendendo cioè le parti di tutti i cittadini di Santa Margherita e non più di uno soltanto.
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