7 Aprile 2010

Acqua: bollette pazze, interviene il Comune

ADRIA – Bollette dell’ acqua anomale agli utenti, tra cui una da 35 mila euro e gli utenti chiedono aiuto al Comune. Così ieri il municipio è intervenuto sul caso, scrivendo una diffida ad «Acque potabili Spa», il gestore della distribuzione idrica sul territorio comunale. A spiegare il provvedimento il sindaco di Adria, Massimo Barbujani: «Abbiamo scritto alla società per chiedere il blocco della riscossione di alcune bollette. Vari cittadini si sono visti addebitare cifre vertiginose per i consumi d’ acqua, chiedendo l’ intervento del Comune. Invitiamo "Acque potabili" a un incontro per far luce sulla vicenda e trovare un accordo». E precisano dall’ Ufficio tecnico comunale di Adria: «Le bollette sospette arrivate a una decina di utenti sono altissime. La più salata, da 35 mila euro, è stata ricevuta da un’ attività commerciale in corso Vittorio Emanuele II. Un’ altra è da circa 17 mila euro. Importi così alti potrebbero essere stati causati da perdite degli impianti di distribuzione o da guasti ai contatori». Ma aggiungono i tecnici comunali: «Però in alcuni casi ci potrebbero essere stati anche errori di lettura. Come nel caso, ad esempio, di un’ anziana pensionata che ha normalmente consumi contenuti, spendendo circa 20-30 euro mensili. Ora si è vista recapitare una bolletta semestrale da mille euro. Altri utenti, si sono ritrovati cont da 7.500, 6.500, 2.500 emille euro. Chiediamo un confronto per trovare un accordo con "Acque potabili" e invitiamo la società a sospendere immediatamente la riscossione delle bollette contestate». Le prime «bollette pazze» hanno iniziato ad arrivare nel giugno 2007 a circa 800 cittadini adriesi mai messi a ruolo dal Comune di Adria per i servizi di depurazione e fognatura. Un caso che aveva fatto muovere, oltre al comitato «Care fresche dolci acque», anche il Codacons di Rovigo e il Difensore civico regionale. Se Adria è un caso a sé, il Polesine resta comunque la provincia più cara – per l’ acqua potabile – in Veneto: 340 euro l’ anno in media, il doppio di Treviso (159 euro) e ben di più rispetto a Padova (250 euro) e Vicenza (234 euro), secondo il dossier di «Cittadinanzattiva» pubblicato in ottobre. A incidere i costi record per gestione degli acquedotti (168 euro) e depurazione (107 euro). Nel dicembre scorso, inoltre, dopo quattro anni di tariffe ferme, l’ Ato Acqua ha aumentato del 6,3% la tariffa media, pur rimodulando le fasce tariffarie per agevolare chi consuma meno.

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