5 Dicembre 2010

Acqua bene comune, in mille a Venezia per il referendum

VENEZIA. L’ acqua dei canali di Venezia per ora a nessuno è venuto in mente di privatizzarla. Quella pubblica che sgorga dai nostri rubinetti, secondo l’ almeno un migliaio di manifestanti che è sbarcato a Venezia per protestare, potrebbe presto diventarlo in base alla famosa e contestata Legge Ronchi che apre l’ erogazione dell’ acqua ai privati. Secondo il Codacons con la legge a pieno regime, l’ aumento delle tariffe dell’ acqua si aggirerà del 30%. Per questo, si è mobilitato un gran numero di associazioni unite sul fronte "Acqua bene comune". Oltre mille i manifestanti che dalla Stazione di Venezia hanno sfilato per la città fino a Rialto in Erbaria. In contemporanea, una decina di imbarcazioni sono partite sfilando in Canal Grande, sfidando l’ ordinanza di divieto del Prefetto, e raggiungendo Rialto. Tanti gli slogan del corteo dipinto d’ azzurro per richiamare il tema della giornata: "Più società, meno Spa"; "Liscia, gasata ma non privatizzata"; "Fuori l’ acqua dal mercato e chi lo ha privatizzato", sono stati tra i più gettonati. Nutrito il gruppo arrivato da Verona che ha steso un lungo striscione azzurro con tanto di "effetto onda". "C’ è una forte necessità di non veder privatizzata l’ acqua – ha detto Walter Bonan, referente del comitato – è un elemento che deve rimanere di tutti e non può essere data in mano ai privati. Chiediamo inoltre una moratoria affinché si possa presentare la richiesta di far svolgere il referendum per chiedere l’ abolizione della Legge Ronchi entro il 2011". In tutta Italia sono state raccolte oltre un milione e mezzo di firme, delle quali 130 mila in Veneto. Alla manifestazione, alla quale hanno aderito tantissime associazioni da tutta la regione, hanno preso parte anche i partiti, dal Pd a Rifondazione Comunista, oltre alla Cigl e i Cobas. A portare il saluto dell’ amministrazione comunale di Venezia, che già si era espressa a favore della manifestazione, l’ assessore all’ Ambiente Gianfranco Bettin. A Venezia, l’ acqua ha una delle tariffe più basse d’ Italia e la preoccupazione di molti cittadini è di vedere un aumento delle tariffe, che già influiscono sul budget familiare. Al corteo hanno preso parte anche numerosi studenti sia di Padova che di Venezia che hanno motivato la loro presenza così: "In questi giorni sono diversi i beni comuni messi in discussione, dall’ acqua all’ istruzione, il fronte è comune e bisogna contestare questo piano che tende a privatizzare qualunque cosa, il movimento studentesco è fortemente vicino a queste tematiche", ha spiegato Marta Canino, studentessa a Ca’ Foscari.
 

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