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29 Dicembre 2001

Acqua, azzerate le bollette

Il giudice di pace dà ragione al Codacons sui canoni 85/88

Acqua, azzerate le bollette

Il Comune rischia un contenzioso da 13 miliardi

È finita davanti al Giudice di pace la questione del pagamento preteso dal Comune dei canoni dell`acqua per gli anni 1985-88. E il giudice, Enrico Corigliano, ha deciso: hanno ragione i cittadini ed il Codacons, il comitato dei consumatori, le bollette erano ormai prescritte ed anche qualora i cittadini le avessero pagate, l`ente deve restituire il 50 per cento dell`importo ingiustamente versato, fissato come misura equa di condanna. La decisione del giudice di pace, davvero innovativa, tra le poche adottate in tutta Italia, è scaturita al termine di un`udienza nella quale un cittadino era rappresentato dagli avvocati del Codacons, Stefania Valentini e Francesco Di Lieto. I due legali hanno sostenuto la linea, sposata dal giudice di pace, che il diritto dei cittadini ad ottenere il rimborso delle somme che l`amministrazione comunale aveva preteso per i canoni dell`acqua relativi agli anni 1985-88, dovesse essere riconosciuto in base sia al presupposto che le somme fossero ormai prescritte, e pertanto non riscuotibili, sia per il fatto che i cittadini avevano pagato non certo in modo spontaneo ma perchè l`ente, in caso di mancato pagamento aveva minacciato di procedere coattivamente. Il Comune, alle motivazioni degli avvocati Valentini e Di Lieto, aveva opposto una tesi diametralmente opposta e cioè: l`ente ha chiesto di pagare una somma prescritta, i cittadini l`hanno sborsata pur non dovendola, ma siccome non ne hanno richiesto il rimborso in tempo, l`ente tiene il cordone della borsa ben stretto. Niente affatto ha sentenziato ieri il Giudice di pace, il Comune, dolente o nolente, dovrà restituire quanto preteso malgrado il credito fosse stato prescritto. Gli avvocati del Codacons hanno incassato una bella vittoria su una questione che l`organizzazione a difesa dei diritti dei consumatori aveva eretto a cavallo di battaglia della propria azione a tutela dei cittadini. Nel dare comunicazione dell`avvenuta decisione del giudice, gli avvocati Valentini e Di Lieto lanciano, tuttavia, a nome del Codacons, un nuovo allarme: In udienza l`amministrazione comunale ha, infatti, prodotto una comunicazione a firma del dirigente del Servizio finanziario, nella quale è scritto tra l`altro, nero su bianco ?…nel caso in cui l`attuale contenzioso dovesse vederci soccombere…comporterebbe, conseguentemente, l`innalzamento della pressione tributaria sulla cittadinanza». Una comunicazione che, ovviamente, non lascia per nulla soddisfatti quelli del Codacons presieduto da Mario Buttiglieri. «È come dire – è scritto in un comunicato stampa – io perdo per colpa mia…tu paghi. Neppure per un attimo i nostri amministratori – prosegue la nota – sono stati sfiorati, invece, dall`idea di accertare le responsabilità in capo a chi ha lasciato che i canoni dell`acqua andassero in prescrizione. Aumentare le tasse, ovviamente – commenta in modo sarcastico il Codacons – è più semplice e comodo». Cosa succederà a questo punto? Al Codacons non hanno dubbi: All`amministrazione comunale conviene, sotto tutti i punti di vista, piegarsi. La guerra dell`acqua è persa. «Atteso che la vicenda potrebbe sfociare in un ingente contenzioso giudiziario – scrivono i due legali dell`organizzazione – con sicure e gravissime ripercussioni sulle casse comunali, per circa 13 miliardi secondo le stime dello stesso Servizio finanziario del Comune, il Codacons Calabria, ancora una volta, chiede all`amministrazione comunale di provvedere spontaneamente, dandone pubblico avviso alla cittadinanza, alla restituzione dei canoni acqua relativi agli anni 1985- 1988, provvedendo in tal senso in via di autotutela».

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