Acqua, aumenti del 13%
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fonte:
- Il Gazzettino
Il 2013 si chiude con un aumento del 13,5% del costo dell’ acqua: un aggravio di spesa che si è riverberato anche sulle bollette dei pordenonesi, con tariffe differenziate a seconda del luogo di residenza. In 22 Comuni (tra cui il capoluogo) a gestire il servizio idrico integrato è HydroGea con un costo medio annuo per una famiglia di tre persone che si stima consumi 200 metri cubi d’ acqua, di 254 euro. Conto che nei territori serviti da Sistema Ambiente (un esempio, Cordenons) sale a 310 euro, e a 360 nella Bassa pordenonese (Acquedotto Basso Livenza). La tariffa comprende spese per acquedotto, ma anche fognatura e depurazione, e varia a seconda delle agevolazioni o dell’ uso. In attesa della prossima revisione delle tariffe (che peraltro sarà applicata retroattivamente al 2012) è nato ieri un nuovo servizio per i cittadini intenzionati a contestare la bolletta. Si tratta della conciliazione e varrà per i 36 comuni sui 51 della provincia che afferiscono all’ Ato Occidentale (Ambito territoriale ottimale) il cui servizio idrico è gestito da HydroGea o Servizio Ambiente. L’ Ato ha siglato ieri un protocollo tra le 2 aziende e 7 associazioni di categoria, che prevede l’ attuazione della conciliazione paritetica stra-giudiziale a partire dal primo gennaio 2014 e per 12 mesi. Un cittadino che denota qualche irregolarità, oltre al reclamo, potrà procedere alla conciliazione contattando o l’ azienda o l’ associazione dei consumatori e potrà accettare, ma anche rifiutarne l’ esito (rimane anche la possibilità di adire a una causa legale). Questo servizio è previsto dalla Carta del servizio approvata dall’ assemblea dell’ Ato – quello Occidentale è l’ unico Ato in Fvg ad averlo fatto – grazie al comitato consultivo degli utenti. Le associazioni dei consumatori sono Cittadinanza Attiva onlus, Federconsumatori, Casa del consumatore, Codacons, Lega consumatori, Adconsum, Adoc. HydroGea e Sistema ambiente inseriranno l’ informazione sia sui propri siti sia sulle bollette. Sempre più lontana, invece, appare l’ ipotesi di fusione delle due società, una scelta che dipende dall’ assemblea dell’ Ato (i soci sono i 36 Comuni). Quanto alla tariffe, l’ Ato Occidentale è stato tra i pochi “virtuosi” a non aver inserito anche la componente relativa alla remunerazione; è dunque esonerato dal rimborsare gli utenti, come invece in gran parte d’ Italia. © riproduzione riservata.
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