14 Novembre 2019

Acqua alta a Venezia, il disastro causato dal maltempo. Conte: «Dichiariamo lo stato d’ emergenza»

 

È drammatico il bilancio di una notte di maltempo: due morti a Venezia, sommersa martedì dalla marea a 187cm (mai così dal 1966) e flagellata dal vento di scirocco con raffiche fino a 100 Km/h. Un anziano di 78 anni è rimasto fulminato a Pellestrina per un corto circuito e un’ altra persona è deceduta nella stessa isola, forse per cause naturali. I danni in città sono gravi, con gondole e barche strappate dagli ormeggi, tre vaporetti affondati, pontili distrutti: sono una sessantina le imbarcazioni danneggiate pesantemente. Danneggiata anche la basilica di San Marco dove la cripta è stata sommersa del tutto e si è sfiorato il rischio di crollo. E un incendio è scoppiato nel museo di Ca’ Pesaro per il malfunzionamento della cabina elettrica. Sott’ acqua tutto il centro storico: il sindaco chiederà lo stato d’ emergenza e ha invitato i cittadini e le imprese a raccogliere foto, video e documenti per dimostrare i danni subiti e avere i rimborsi. Il premier Giuseppe Conte, insieme alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, è arrivato in serata a Venezia per fare un sopralluogo. «C’ è una situazione drammatica che ci preoccupa e fa soffrire le comunità», ha detto, aggiungendo poi: «Spero non ci siano danni irreparabili». Ore 21.12 – Dopo la riunione tecnica, Conte è stato accompagnato per un sopralluogo in piazza San Marco , uno dei punti più bassi della città e quindi particolarmente soggetto alle inondazioni dell’ acqua alta. Domani, alla luce del giorno, dopo una riunione in prefettura il premier dovrebbe fare ulteriori sopralluoghi. «Non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e per cominciare a stanziare i primi fondi, siamo qui non solo per testimoniare la nostra vicinanza a una città che non è solo un nostro patrimonio storico, ma di tutta l’ umanità, ma anche per un intervento fattivo». Ore 20.28 – «Il governo è presente, siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell’ Italia e dell’ umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano», ha detto il premier l termine di un vertice a Venezia annunciando un Cdm per domani in cui verrà decretato lo stato di emergenza . Per quanto riguarda il Mose è necessario «completare nel modo più rapido ed efficace questo percorso che ormai è pressoché obbligato». «Al 93% – ha aggiunto – i lavori sono completati e presto verrà nominato un commissario». In giornata a Roma si terrà anche il vertice, annunciato nei giorni scorsi, sulla manovra. Ore 19.55 – Proprio mentre Conte si trova a Venezia, le sirene sono tornate a suonare in laguna per avvisare i cittadini che anche questa notte, alle 23,35, l’ acqua tornerà a sommergere la città. L’ altezza prevista è ora di 125 centimetri, ben al di sotto del record di 24 ore prima quando ha raggiunto i 187 cm. Ore 19.25 – Dopo la riunione con il sindaco, il presidente della Regione, il capo della Protezione civile e il ministro delle Infrastrutture, Conte si è recato nella «Emergency room» del Comando della polizia locale per visionare filmati e immagini della città colpita dalla acqua alta record la notte scorsa. Ore 18.30 – Il premier Conte è giunto a Venezia, dove è in programma una riunione tecnica dopo l’ acqua alta di Venezia, nella Centrale operativa comunale. Accompagnato dalla ministra delle Infrastrutture De Micheli, incontrerà il presidente della Regione Veneto Zaia, il sindaco di Venezia Brugnaro, il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Ore 18.22 – Conseguenze anche sull’ isola di San Servolo. A una prima ricognizione dei danni, risultano distrutti tre pontili di attracco all’ isola, ora difficilmente raggiungibile, e circa 30 metri di muro perimetrale abbattuti dalla forza delle acque e del vento. Ore 17.53 – «Ho chiamato il sindaco Luigi Brugnaro per dirgli che siamo vicini a lui e alla sua città, duramente colpita dall’ eccezionale acqua alta. Sono immagini drammatiche che riempiono di preoccupazione», ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina. «Il capoluogo della nostra regione sta vivendo momenti drammatici, un gioiello messo in ginocchio da una marea eccezionale e con danni incalcolabili. Servono adesso aiuti e soluzioni per salvaguardare non solo i monumenti ma i veneziani, che comunque si sono già rimboccati le maniche. Ore 17.43 – «Quanto sta accadendo a Venezia non è, purtroppo, altro che un drammatico esempio dell’ emergenza che già viviamo ogni giorno sulla nostra pelle», afferma il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, Luca Iacoboni. la richiesta al governo è quella «di fornire immediatamente supporto alle persone colpite da questi eventi estremi e di lavorare efficacemente sulle cause dei cambiamenti climatici, partendo da un rapido cambiamento dei piani energetici nazionali. L’ emergenza climatica che stiamo affrontando ha bisogno di vero coraggio, non di parole ipocrite e provvedimenti di facciata». Ore 16.45 – «I concerti di stasera e di domani (14 novembre) sono annullati. Registriamo inoltre un guasto ai servizi di biglietteria (anche on-line)». Lo scrive su Twitter il Teatro La Fenice. Ore 16.42- Sfiorato il pronto soccorso all’ Ospedale civile, dove è finito sott’ acqua il lungo corridoio San Domenico, al piano terra. Le attività sono però proseguite senza interruzione. Resteranno invece chiuse le scuole anche giovedì. Ore 15.30- Sono i vigili del fuoco, su Twitter, a fare un bilancio: «Sono 400 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per fronteggiare l’ emergenza acqua alta a Venezia. Oltre al capoluogo, maggiormente colpite le isole di Lido e Pellestrina. Allagamenti anche nel teatro La Fenice e nella Basilica di San Marco a Venezia». Ore 15.09 – La soprintendente all’ Archeologia, belle arti e paesaggio per il comune di Venezia e laguna, l’ architetto Emanuela Carpani, lancia l’ allarme acqua salata: «La settimana prossima organizzeremo dei sopralluoghi con l’ unità di crisi. Ciò che bisognerà fare subito – aggiunge la soprintendente – è lavare con acqua dolce i luoghi invasi dal mare. E farlo immediatamente perché il sale distrugge marmi, mosaici, intonaci… tutto, insomma». Ore 14.43 – È stata allagata da 120 cm di acqua la cripta della Basilica di San Marco, a causa dell’ acqua alta verificatasi la scorsa notte a Venezia. Lo ha detto il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin. «È la prima volta – ha proseguito Tesserin – che succede dopo la grande marea del 1966, ed è stata un’ amara sorpresa. Questa volta, l’ acqua non è arrivata dal pavimento ma è entrata dalle finestre. Ci sono stati danni alle tombe dei patriarchi». «Fortunatamente – ha proseguito Tesserin – in aggiunta a quelle esistenti abbiamo portato altre pompe, per cui in meno di 24 ore l’ abbiamo messa all’ asciutto. Però i danni rimangono, perché in queste 20 ore circa la capacità di assorbimento dei pavimenti e delle pareti è drammatica. La verificheremo nei tempi, speriamo non sia così come temiamo». Ore 14:40 – Il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo: «L’ emergenza non è finita perché le previsioni non sono favorevoli». Ore 14:30 – Nessun danno per il Teatro La Fenice. Lo ha riferito il sovrintendente Fortunato Ortombina all’ Agi. «Le acque non sono entrate in sale né nei luoghi di lavoro, ma hanno interessato i locali interrati dove sono i quadri elettrici che sono stati automaticamente scollegati rendendo, di fatto, inagibile lo stabile». Ore 14.23 – Il Centro maree prevede, per domani alle 10:50, una nuova acqua alta stimata in 120cm. Il dato potrebbe cambiare in base alle condizioni meteo, del vento e del mare Adriatico. Ore 14 – Il Patriarca di Venezia Angelo Moraglia: «Non ho mai assistito a una cosa del genere, Venezia è una città ferita e non può essere ferita ogni anno nello stesso modo. C’ è un sistema di difesa della città che non entra mai in atto, si toccano tanti interessi». Ore 13.50 – La stima dei danni provocati dall’ acqua alta è nell’ ordine di centinaia di milioni: è la previsione formulata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha poi paragonato l’ ondata di maltempo delle scorse ore alla marea record del 1966. «Il governo nel 1966 ha varato una legge speciale per Venezia – ha detto – e anche adesso serve una legge speciale per salvare la nostra città. Il Mose va terminato, vogliamo partecipare al progetto di gestione. Servono risorse e idee chiare». Il primo cittadino ha ringraziato il presidente della Repubblica Mattarella, definendolo «la persona che mi è stata più vicina». Ore 13:30 – Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile: «Stiamo lavorando perché già domani si possa arrivare alla dichiarazione di stato di emergenza». Borrelli ha ricordato che dall’ inizio dell’ anno le calamità naturali hanno già causato 33 morti in Italia. Ore 13.10 – Il ministro dell’ Ambiente Sergio Costa: occorrono «scelte di politica economica coraggiosa che questo governo sta già mettendo in campo con il decreto clima». Ore 13.07 – Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «Lo scenario ci preoccupa anche per le prossime ore». «Ne ho parlato anche con il premier Conte – aggiunge Zaia – il quale, da quello che so, si fermerà qui la notte e proseguiremo a fare sopralluoghi anche domani mattina». Ore 13.02 – Codacons annuncia che presenterà un esposto per il reato di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale. Ore 12.57 – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio propone una moratoria per le famiglie e le imprese colpite dai danni: «Venezia è sommersa come mai prima d’ ora. Qui è a rischio la vita delle persone – e due purtroppo sono già morte – sono a rischio beni culturali dal valore inestimabile. Gli imprenditori e le associazioni che fanno grande questa regione ci chiedono che si blocchino mutui e contributi. A questa richiesta dobbiamo rispondere subito». Ore 12.48 – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella telefona ai sindaci di Venezia e Matera per informarsi delle condizioni delle città. Ore 12.44 – L’ appello del patriarca di Venezia: «Oltre l’ 80% della città è sott’ acqua, le parrocchie aiutino e accolgano». Ore 12.15 – «Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante», denuncia il segretario generale del ministero dei beni culturali Salvo Nastasi, che ricorda di aver attivato l’ unità di crisi. Ore 12.02 -«Siamo stati a un soffio dall’ Apocalisse, a un pelo dal disastro», dice il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini. «Superato il metro e 65 cm – ha aggiunto – l’ acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è entrata nella cripta, allagandola. La cosa è pericolosa non tanto per le cose in essa contenute, ma perché l’ acqua avrebbe potuto dare problemi statici alle colonne, che reggono la basilica». Ore 11.54 – Il valore della punta massima dell’ acqua alta prevista è di 120cm alle 23.35 di questa sera. Lo rende noto il Centro maree del Comune di Venezia che sta rivalutando al ribasso le previsioni delle scorse ore. Il dato resta comunque indicativo – viene detto – in relazione ai possibili repentini mutamenti di vento e condizione del mare Adriatico. Ore 11.48 – «A Venezia @Cafoscari, @iuav, Accademia, Conservatorio e tutte le scuole sono chiuse causa acqua alta, si contano i danni. Sono vicino a tutti gli studenti che oggi non eserciteranno il loro diritto a studiare. Le conseguenze del cambiamento climatico non ammettono ritardi». Così su Twitter il ministro dell’ Istruzione, Lorenzo Fioramonti. 11.35 – Viste le avverse e gravi condizioni meteorologiche, la cerimonia di consegna dei diplomi dell’ Università Ca’ Foscari Venezia prevista per venerdì 15 novembre a San Marco è annullata. Ore 11.32 – Un tweet della Città metropolitana di Venezia, rilanciato dall’ account del Comune, fa sapere che l’ alta marea ha provocato danni «ingentissimi»nell’ isola di San Servolo, dove è crollato il muro di cinta davanti all’ imbarcadero. Problemi registrati anche nelle scuole di Venezia e nel commissariato della polizia di stato San Lorenzo». Ore 11.2 6 – La massima di marea di stamattina a Venezia ha toccato i 144 centimetri sul medio mare alle 9.30. Lo rende noto l’ Ufficio maree del Comune. In precedenza era stato dato un avviso di quota di 145 centimetri poi alzato a 160 centimetri per i rilievi a mare. Ore 11.13 – Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro è in riunione con i tecnici del Comune per valutare la drammatica situazione in cui versa la città dopo l’ ondata di acqua alta eccezionale di ieri sera che ha causato danno ingenti in tutto il centro storico e soprattutto prendere decisioni di ora in ora in vista della nuova ondata di piena prevista per questa mattina, dopo aver già chiesto lo stato di crisi. Alle ore 12 nella sede della protezione Civile della Regione Veneto a Marghera Brugnaro prenderà parte dalla conferenza stampa insieme al presidente della regione Luca Zaia, al direttore della protezione Civile Angelo Borrelli. Annunciata la presenza anche del patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Ore 11 – Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’ 80% delle città è sott’ acqua, danni inimmaginabili, paurosi». L’ acqua alta che ha colpito Venezia non ha risparmiato il Teatro La Fenice. L’ acqua non ha intaccato la struttura del teatro ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello anti incendio. Adesso la marea, dopo una nuova ondata in mattinata che ha portato il livello a 160 centimetri, si sta attestando intorno ai 150 cm, come informa con un sms il Centro maree del Comune di Venezia: anche le linee telefoniche del centro sono state danneggiate e l’ ufficio non è raggiungibile. Ore 10.46 -Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana offre aiuto alle regioni flagellate dal maltempo: «Questa mattina ho chiamato i governatori di Veneto e Basilicata, Luca Zaia e Vito Bardi, per esprimere la solidarietà e vicinanza di Regione Lombardia per la drammatica situazione che si sta verificando nei loro territori flagellati dall’ ondata di maltempo, in particolare a Venezia e Matera. Ho inoltre offerto ad entrambi l’ aiuto di uomini e mezzi della nostra Protezione Civile qualora vi fosse la necessità». Anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha chiamato Zaia per offrirgli aiuto con i mezzi della Protezione civile e per il recupero delle opere d’ arte. 10.38 – «Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’ intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c’ è bisogno dell’ aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova», scrive su twitter il sindaco di Venezia Luigiu Briugnaro. Ore 10 – Al terminal automobilistico di piazzale Roma la situazione è abbastanza ordinata, e il flusso di pedoni affolla ancora il ponte di Calatrava. Una volta però che ci si avventura nel cuore del centro storico, cominciano i problemi. Approdati agli imbarcaderi, a Rialto o all’ Accademia, i passeggeri dei vaporetti e si trovano davanti al nulla: il livello eccezionale della marea odierna non ha permesso la posa delle passerelle, per cui vanno avanti solo quelli che sono forniti gli stivali, o di galosce che vengono vendute per la strada. Ore 7.39 – Dopo il picco straordinario di marea da 187 centimetri che la scorsa notte ha colpito Venezia l’ amministrazione comunale annuncia che presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ore 7.42 – Una nuova marea è prevista intorno alle 10.20 con massimo di 145 centimetri e anche nei prossimi giorni la marea si manterrà su valori eccezionali. Lo rende noto il Centro Maree, sul web, che è stato vittima della mareggiata che ha danneggiato le linee telefoniche. Ore 7.58 – Barche spinte dal vento nelle calli, pontili degli imbarcaderi distrutti: ovunque nella luce del primo mattino i segni di devastazione causati dalla marea eccezionale. Si presenta così Venezia il giorno dopo l’«acqua granda» – così fu definita quella record dell’ alluvione 1966 – di questo 2019. In Calle delle Razze, vicino piazza San Marco, è incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d’ aria che ieri, verso mezzanotte, si è abbattuta sull’ area marciana mentre infuriava la mareggiata. È stato proprio il vortice di vento a 100 km orari a fare una strage di gondole e altre imbarcazioni. Tutte le scuole in città oggi restano chiuse. Sono però regolarmente in funzione i vaporetti dell’ Actv, che possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50. Anche la sede municipale di Ca’ Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasta isolata a causa della dalla marea. Nel resto d’ Italia Il maltempo flagella anche il resto d’ Italia, con caos e disagi per la neve sulle Dolomiti, dove oggi e domani l’ Agenzia regionale per la prevenzione ambientale segnala rischio valanghe marcato. In Alto Adige nella notte sono caduti tra i 40 e i 50 centimetri di neve: 15 mila utenze sono senza energia elettrica. Dal Nord al Sud. Trombe d’ aria e violenti nubifragi hanno colpito duramente la Puglia. Onde alte fino a 5 metri a Gallipoli. Una violenta tromba d’ aria si è abbattuta su Porto Cesareo, in Salento, provocando danni gravi al porto turistico di Ponente e crolli della parte alta di un pontile in muratura e di muretti di recinzione. Un pontile della darsena, lungo 60 metri, è stato sollevato e trascinato via dal vento e dal mare in burrasca e ha portato con sé tutte le barche ormeggiate. Attualmente vi sono centinaia di barche ammassate: alcune sul molo, altre sono finite nell’ area giochi a circa 300 metri di distanza. Maxi voragine e famiglie sgomberate a Napoli, in via Masoni. Le Eolie sono isolate da tre giorni. Nubifragio e forte vento a Messina. «Acqua alta anche a Trieste», scrive il presidente della Regione, Fvg, Massimiliano Fedriga, mostrando in un post l’ acqua alta in piazza Unità d’ Italia, nel capoluogo giuliano. 13 novembre 2019 (modifica il 13 novembre 2019 | 21:34)

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