27 Dicembre 2010

Acqua all’arsenico: Resta segreto l’ elenco dei comuni a rischio

Resta segreto l’ elenco dei comuni a rischio Arsenico nell’acqua: scattano accertamenti dell’Asl anche nelle aziende agro-alimentari Castelli. Il Codacons annuncia la richiesta collettiva di risarcimenti.

Arsenico nell’ acqua: si muovono i sindacati e le associazioni di consumatori, invocando un piano organico di interventi che però non potrà mai partire se non viene rivelata dalla Regione Lazio la lista dei circa venti comuni per cui il Governo oltre una settimana fa ha decretato lo stato di emergenza. In questa incertezza non si è certo allentata la tensione in molti comuni dei Castelli Romani dopo il rifiuto della Commissione europea di concedere ulteriori deroghe per il superamento dei limiti di inquinanti naturali nelle acque potabili. Gravi contraccolpi potrebbero inoltre registrarsi nell’ occupazione. Infatti sono già più di venti le aziende del territorio sanzionate alle quali è stato imposto il blocco dell’ attività a causa dell’ utilizzo di acqua dei pozzi, per cui la legge non concede deroghe. Diversi sindaci, dopo l’ analisi ispettiva dell’ Asl, hanno dovuto emettere ordine di chiusura per aziende piccole e grandi. «In genere – spiega il dottor Agostino Messineo, responsabile del Dipartimento prevenzione dell’ Asl Rm H – le aziende dopo l’ ordine di blocco fanno domanda di revoca del provvedimento che viene concessa solo se c’ è l’ allaccio diretto alla rete idrica oppure se viene dimostrato che il rifornimento idrico arriva da fonti sicure». Molte ditte piccole utilizzano i cosiddetti "maialini", serbatoi in cui viene custodita acqua proveniente da siti non inquinati. Anche in questo caso si devono muovere gli ispettori dell’ Asl per verificare che nei tubi di collegamento di plastica non ci sia contaminazione. Con la grave carenza di organico che si ritrova, però, il Servizio ispettivo dell’ Asl si trova sommerso dalle richieste e non è riuscito ancora a esaminare la situazione di cento aziende, già identificate che continuano a produrre alimenti. I sindacati di categoria hanno espresso la loro preoccupazione perché il caos burocratico, oltre a danneggiare la salute dei cittadini, potrebbe creare ulteriori problemi di occupazione in un territorio già gravato da questo problema. Intanto il Codacons annuncia un’ azione di risarcimento collettiva per i danni subiti dai cittadini a causa dell’ acqua all’ arsenico. Gli avvocati del Codacons hanno calcolato che per ogni utente in possesso di regolare bolletta di pagamento dell’ acqua saranno richiesti 600 euro di risarcimento per i ritardi dello Stato e della Regione. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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