21 Marzo 2011

ACQUA ALL’ARSENICO: LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LA VIGILANZA SULLE RISORSE IDRICHE TIRA L’ACQUA AL SUO MULINO

SCONCERTANTE PRESA DI POSIZIONE DEL MAGGIOR RESPONSABILE DEL PROBLEMA DELL’ACQUA ALL’ARSENICO, CHE OVVIAMENTE “SI AUTOASSOLVE” MA IL RICORSO DEL CODACONS RIGUARDA GLI ANNI DI IMMOBILISMO DI STATO E REGIONE E NON LA SITUAZIONE ATTUALE

 
Durissima la critica del Codacons alla Commissione nazionale per vigilanza sulle risorse idriche la quale, intervenendo sul problema dell’acqua all’arsenico, si è autoassolta, sconfessando al tempo stesso le azioni legali intraprese dal Codacons e dai cittadini per ottenere il giusto risarcimento danni.
“Le affermazioni della Commissione sono sconcertanti, e tese più a respingere le proprie responsabilità che non a tutelare i cittadini – spiega il Presidente Carlo Rienzi – La presa di posizione di questa autorità, è il sintomo della paura dei funzionari pubblici di dover pagare di tasca propria i danni prodotti agli utenti. Ma si tratta di una posizione sballata anche nella sostanza”.
Per l’associazione, infatti, non c’è alcun pericolo di confusione tra il problema della bolletta attuale e la richiesta di danni per gli anni passati, né sulle richieste risarcitorie avanzate dai cittadini colpiti dal fenomeno dell’acqua all’arsenico.
“Il ricorso e le azioni risarcitorie riguardano gli anni di immobilismo da imputare allo Stato Italiano e alla Regione Lazio, colpevoli di non essere intervenuti nel tempo per bonificare le falde acquifere, e non certo la situazione attuale – spiega Rienzi – E tuttavia non è da escludere che il divieto attuale di consumo di acqua potabile in alcuni comuni, legittimi i cittadini a chiedere un ulteriore risarcimento per la situazione presente”. 
 

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