4 Marzo 2014

Acqua all’arsenico a Roma, la procura apre un’inchiesta

Acqua all’arsenico a Roma, la procura apre un’inchiesta

        

di Flavia Scicchitano
La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’emergenza arsenico che ha inquinato le acque potabili del XIV e XV Municipio.
La decisione di avviare le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari, è stata presa ieri a seguito delle numerose segnalazioni inviate dai residenti delle zone coinvolte, da comitati e dal Codacons. In particolare contro il ritardo del Comune nel comunicare l’allerta.  «Abbiamo presentato esposto alla magistratura affinchè si verifichi se il mancato allarme da parte del Comune di Roma costituisca reato penale», spiega il portavoce di Pn Roma Nord Riccardo Corsetto. E un esposto è stato depositato anche dal Codacons: «Vogliamo che sia accertato se la salute dei cittadini sia stata garantita e la tempistica del Comune nel diramare l’allarme congrua – precisa il presidente Rienzi -. I cittadini coinvolti devono essere esentati dal pagamento delle tariffe idriche finchè l’acqua non tornerà potabile – aggiunge – Inoltre Comune e Asl dovranno disporre loro analisi del sangue gratuite per verificare metalli tossici nell’organismo».  Ma la situazione delle acque degli acquedotti romani di Arsial potrebbe tornare alla situazione precedente (acqua per altri usi, non potabile) nei prossimi 5-7 giorni: nella riunione di ieri (tra assessorati Infrastrutture della Regione Lazio e Periferie di Roma Capitale, Arsial, Acea Ato 2) Acea ha infatti dato disponibilità ad agire subito sulla clorazione delle acque, spiegando come gli interventi sulle reti Arsial sarebbero in fase di appalto. Nei prossimi mesi, Acea potrebbe prendere in carico anche la gestione idrica.

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