2 Febbraio 2011

Acqua all’ arsenico Parte l’ azione collettiva

Acqua all’ arsenico Parte l’ azione collettiva
 

Una diffida con richiesta di risarcimento nei confronti della regione Lazio e l’ ombra di un tentavo di innalzamento del limite massimo di quantità di arsenico nell’ acqua potabile da parte dello stesso ente locale. Diffida da 1.500 famiglie Con la notifica della diffida, spiega in una nota Carlo Rienzi, presidente del Codacons, "1.500 famiglie residenti nei comuni interessati dal problema arsenico chiedono all’ amministrazione regionale 600 euro ciascuna a titolo di risarcimento danni, per essere state costrette a consumare negli anni acqua inquinata’ ‘ . Nuovi limiti? "Sconcertante" Il Corriere della Sera ha riportato la notizia per la quale la Regione Lazio starebbe tentando la via della deroga al limite massimo di arsenico tollerabile nell’ acqua potabile, fissato dall’ Unione europea in 10 microgrammi per litro. "Il tentativo di innalzare il limite dell’ arsenico nelle acque potabili sarebbe sconcertante, l’ assessore all’ Ambiente della Regione Lazio blocchi qualsiasi procedura in tal senso" dice Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Allarme già a novembre L’ allarme era già scattato lo scorso anno, quando l’ Italia aveva nuovamente chiesto all’ Ue di portare a 50 microgrammi la quantità di arsenico consentito; la richiesta di deroga riguardava 128 comuni, di cui 91 nel Lazio. Ma Bruxelles aveva negato il suo avallo. Oggi la richiesta ritorna per decine di comuni che presentano ancora valori di arsenico superiori al limite, alcuni dei quali distaccandosi di molto. "Il Lazio da metà dicembre è in stato di emergenza per l’ arsenico nell’ acqua potabile in alcuni comuni, ma ancora oggi da parte della regione manca una qualsiasi azione coordinata e di informazione ai cittadini" dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio.
 

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