Acqua all’ arsenico, nuova battaglia
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fonte:
- Il Messaggero
Proposta un’ altra azione collettiva, c’ è tempo fino al 31 agosto per aderire Una sentenza ha già riconosciuto il risarcimento del danno, simbolico, per chi ha ricevuto acqua inquinata dall’ arsenico. Il Tar del Lazio, ormai sei mesi fa, ha condannato il ministero della Salute a risarcire i cittadini che attraverso il Codacons avevano fatto ricorso. Cento euro ciascuno, per i 2000 che avevano sottoscritto l’ iniziativa dell’ associazione consumatori. Una vicenda che ha riguardato buona parte del territorio pontino – in particolare Aprilia, Cori, Cisterna e Latina nella zona dei borghi Bainsizza e Santa Maria – ma anche Anzio e Nettuno oltre ad alcuni Comuni dei Castelli Romani e del viterbese. Adesso la nuova battaglia legale del Codacons che parte da un presupposto: essere stati riforniti di acqua con concentrazione del metallo oltre i 20 microgrammi al litro. Il limite per legge è pari a 10, a marzo del 2011 venne elevato con deroga dalla Commissione europea al doppio, nel frattempo i gestori – tra i quali Acqualatina – sono corsi ai ripari con una serie di impianti di dearsenizzazione. E per il passato? Il Codacons sta promuovendo una nuova azione giudiziaria collettiva. Con questo ulteriore ricorso, nel quale chiederà il risarcimento di 1.500 euro per ciascun aderente e la riduzione della tariffa idrica applicata dai rispettivi Ato. Vale a dire gli ambiti territoriali ottimali, nel nostro caso il 4. Secondo i legali dell’ associazione la sentenza 664 di gennaio «apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti, difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute». Il Tar ha insomma riaffermato che l’ acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla qualità della risorsa erogata. Il tribunale amministrativo ha stabilito, inoltre che «il fatto illecito costituito dall’ esposizione degli utenti del servizio idrico ad un fattore di rischio , almeno in parte riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione, determina un danno non patrimoniale complessivamente risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per l’ aumento di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress psico-fisico e l’ alterazione delle abitudini di vita personali e familiari conseguenti alla ritardata ed incompleta informazione del rischio sanitario». Da qui la nuova azione del Codacons che chiede di aderire entro la fine di agosto alla campagna. Sul sito codacons.it, cliccando sul link acqua all’ arsenico è possibile lasciare i dati per aderire alla nuova iniziativa che mira a ottenere il risarcimento.
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Tags: acqua, Arsenico, Risarcimento, Tar del Lazio
