24 Febbraio 2013

Acqua al benzene A che punto stiamo?

Acqua al benzene A che punto stiamo?

formativa», evidenziare che, ad oggi, dopo circa 15 giorni dall’ insediamento del Tavolo tecnico, il primo risultato che «è doveroso registrare è la volontà delprefetto e del commissario dell’ Asp Maria Pompea Bernardi, di fare chiarezza sullo stato delle cose. Proprio in tale percorso, il primo passo importante è stato che, dopo anni di denunce, appelli, manifestazioni, si è preso atto, da parte dei citati soggetti istituzionali, che per affrontare la questione si dovràpartire dalla constatazione che in passatoi controlli dell’ intera filieranonhannorispettatoleprescrizioni tassative dettate dalle normative vigenti (in primis il decreto legge 152/2006, cosiddetto “Codice dell’ ambiente”, ed il decreto legge 31/2001) che prevedono, tra l’ altro, ilnumero diprelievidi campioni idrici e la tipologia di controlli. E’ appena il caso di ricordare – annota sempre l’ interessatoche le analisi di ve sui campioni idrici, nonché lapredisposizione di unpiano di prelievi di detti campioni, che – ricorda il portavoce del Forum- «sia aperto, trasparente, concordato con tutti i soggettipreposti e ottemperante a precise linee -guida (è anche emersa – significativamente – la necessità di un corso di formazione per i preposti dell’ Asp responsabili della campagna di campionamento)». Infine, si è voluto mettere apunto uno studio finalizzato alla realizzazione di “case dell’ acqua” con controlli di qualità h24, al servizio deicittadini. Daparte delle associazioni è stato chiesto, «anche alla luce delle ge. E’ stato, inoltre, chiesto che venisse effettuata una «caratterizzazione delle acque dell’ invaso artificiale, comprendenteancheisedimenti, e che i dati sull’ acqua destinata al consumo umano venissero inviati all’ Istituto superiore di sanità. Dette proposte sono state accettate nella loro interezza salvo, per il momento, quella del coordinamento, essendo di natura complessa», riferisce sempre D’ Agostino. Il secondo incontro Nel secondo incontro in Prefettura, lacommissaria dell’ Asp Bernardi ha esibito una mappa generale delle aree provinciali attualmente servite dall’ Alaco, contenente l’ in dicazionedeipuntidi attenzione dove verranno effettuati i prelievi. La stessa verrà pubblicata sul sito dell’ Aziendasanitaria provinciale dove è già presente un’ area, ancora inlavorazione, dedicata e dove incominciano ad affluire i dati. Lepaure I motivi di tali timori nei confronti dell’ Alaco sono stati ripetutamente esplicitati dal Forum e risiedono soprattutto «nell’ inidoneitàaccertata daiperitigiudiziari dell’ impianto di potabilizzazione a trattare acque classificate A3, ricche di manganese e ferro perla natura geologica delbacino e, per ammissione della stessa Sorical, soggette a repentine variazionideiparametrifisico-chimici, che ne impediscono il controllo “in continuo” e quindi la costanza deinecessaricaratteridiqualità». Ma non solo: i timori dei sodalizi sono dovuti anche alla «mancata bonifica dell’ invaso che potrebbe contenere – osserva D’ Agostino -, oltre al resto, rilevanti masse vegetali in decomposizione con il conseguente carico di materiali organici che, combinandosi col cloro utilizzato per la disinfezione, formano i temibili – perché cancerogeni – trialometani». Una ultima paura sta «nelle mancate verifiche di quanto emerso con le testimonianze raccolte nel documentario RAI “Acquaraggia” (in possesso della Procura della Repubblica), che raccontano di sversamenti di sostanze non identificate durante il riempimento del bacino, trasportate da camion provenienti da Amantea e che rimandano alla nota vicenda dell’ inquinamento della valle del fiume Oliva i cui responsabili sono ora sottoprocesso in Corte d’ Assi Conclusioni Detti timori non sono stati scartati dal Tavolo tecnico dal momento che le rappresentanze associative, invocando il principio di precauzione, hanno prospettato la necessità che tra le autorità preposte alla salute e gli enti che offrono il servizio alla cittadinanza, si instauri un circuito dicazionedeipuntidi attenzione dove verranno effettuati i prelievi. La stessa verrà pubblicata sul sito dell’ Aziendasanitaria provinciale dove è già presente un’ area, ancora inlavorazione, dedicata e dove incominciano ad affluire i dati.
 

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