18 Novembre 2009

Acqua ai privati: posta la fiducia sul decreto Lega perplessa

 
ROMAIl governo chiede la fiducia alla Camera sul decreto Ronchi, già approvato a Palazzo Madama, in tema di risoluzione di infrazioni comunitarie e che prevede tra l’altro la liberalizzazione dei servizi pubblici locali compresa l’acqua. I tempi per la conversione sono ristretti e il testo va approvato in via definitiva entro il 24 novembre. Ma la scelta del governo fa infuriare le opposizioni e crea qualche mal di pancia nella Lega. «Il testo arrivato dal Senato – ragiona il vice presidente del gruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni – è migliorativo rispetto a quello originario, però la Lega sull’articolo riguardante i servizi pubblici locali avrebbe voluto migliorarlo ancora e farlo corrispondere alla propria posizione storica a favore dell’acqua pubblica». L’argomento è in ogni caso oggetto di un ordine del giorno del gruppo della Lega a Montecitorio e il partito di Bossi non esclude nemmeno di chiedere limature magari già in sede di Finanziaria. E anche il deputato finiano Fabio Granata esprime «perplessità» sull’utilizzo dello strumento della fiducia su un argomento delicato come la privatizzazione dell’acqua. Oggi si vota, ma la partita poi si sposterà comunque, come spiega anche il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, sul regolamento attuativo dell’articolo 15 del provvedimento, quello riguardante, appunto, i servizi pubblici locali. «Si tratta – dice la relatrice del provvedimento, Annamaria Bernini – di un approccio rapido e preventivo per evitare di incorrere in infrazioni». Intanto, sia l’Italia dei Valori che i Verdi annunciano una raccolta di firme per indire un referendum contro la liberalizzazione dell’acqua e anche Pd e Udc, che hanno presentato due questioni pregiudiziali bocciate dall’Aula, sono sulle barricate. «Pochi grandi gruppi – attacca la vicepresidente del Pd Marina Sereni – faranno affari d’oro a discapito dei cittadini che subiranno l’aumento delle tariffe dell’acqua». Inoltre, dice Enrico Farinone (Pd), «il governo mette la fiducia per paura dei suoi». Anche le associazioni ambientaliste, Wwf in testa, contestano la norma. «Di fronte agli attacchi contro l’ambiente e contro il patrimonio di tutti è necessaria una forte mobilitazione popolare», afferma il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che preannuncia «una raccolta di firme per i referendum per dire No all’acqua privata e Sì a quella come bene comune e per dire No al nucleare e Sì al solare». «Non c’è limite al peggio!  Questo Governo, che al momento non ha preso una sola misura di liberalizzazione, ha deciso di privatizzare anche l’ultima cosa che era rimasta pubblica, concedendo così di speculare pure su un bene primario e indispensabile come l’acqua», è il commento del Codacons alla fiducia posta dall’esecutivo sul decreto legge «salva-infrazioni», che contiene anche la norma sulla privatizzazione dell’acqua. Secondo l’associazione a tutela del consumatore «si profila una nuova stangata a carico delle famiglie italiane che si troveranno a dover pagare non solo l’acqua, ma anche i profitti di chi speculerà sull’acqua». Oggi a partire dalle 15, alla Camera dei deputati, ci saranno le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia sul provvedimento. Di seguito verrà votato il testo.

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