26 Maggio 2005

ACQUA A RISCHIO IN MOLTE REGIONI D?ITALIA!

    IL TAR INDAGA SU RICHIESTA DEL CODACONS. LE PROCURE DOVRANNO ACCERTARE COME MAI LE REGIONI NON HANNO INFORMATO I CITTADINI ARSENICO, NICHEL, CLORURI, FLUORURI OLTRE I LIMITI MASSIMI CONSENTITI NELL?ACQUA CHE BEVIAMO TUTTI I GIORNI. A RISCHIO ANCHE I FETI









    Clamorosa ordinanza del Tar Lazio in materia di acqua potabile (sezione Terza, Pres. Mario Di Giuseppe) che in attesa dell?udienza del 5 ottobre – dove deciderà se bloccare le proroghe alle licenze al valore di soglia di alcune sostanze inquinanti, nelle acque destinate al consumo umano, proroghe concesse dai Ministeri della Salute e dell?Ambiente ? ha ordinato ai due dicasteri di depositare, entro 60 giorni, i seguenti documenti:



    1) relazioni della Direzione Generale della Prevenzione sanitaria aventi per oggetto Decreto legislativo 2 febbraio 2001 n.31 attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano;


    2) osservazioni formulate dai rappresentanti dell?ISS;


    3) considerazioni dei rappresentanti del Ministero dell?Ambiente e della Tutela del territorio;


    4) lista dei contaminati delle acque potabili e valori massimi ammissibili;


    5) i provvedimenti relativi alla tempestività dell?adozione di misure adottate per la diminuzione dell?inquinamento delle acque;


    6) le misure adottate per informare la popolazione preventivamente dell?adozione dei VMA (Valori Massimi Aggiunti).



    E? importante notare ? sottolinea il Codacons ? come il Tar intenda accertare se siano stati posti in essere tutti i provvedimenti non solo per tutelare la popolazione, ma anche per informare i cittadini consentendo loro di non bere acque inquinate.
    La vicenda nasce da un ricorso del Codacons contro il decreto 22/12/04 dei due ministeri, col quale, in fatto di acque, le Regioni sono autorizzate ad inquinare, senza provvedere ad opere di risanamento effettive e controllate ma disponendo ogni volta deroghe ai limiti di legge.



    Ed è allarme sulle sostanze inquinanti contenute nell?acqua potabile. In base ad una relazione tecnica avanzata dal Codacons è emerso che la presenza oltre i limiti dei seguenti elementi nelle acque quotidianamente bevute dai cittadini, determina:




    ARSENICO: E? inutile richiamare la pericolosità dell?arsenico nelle acque potabili, l?etica e il buon senso di qualsiasi esperto in tossicologia obbligherebbero l?esperto ad obbligare il legislatore ad imporre livelli per questo metallo i più bassi possibili nelle acque potabili e non lasciarlo a livelli come quelli recitati nel decreto sopra citato;


    NICHEL: metallo altamente allergenico e che quindi non dovrebbe essere presente nelle acque potabili;


    CLORURI: causa di neoplasie di vari organi in parte dovuto all?effetto mutageno del cloro sulle cellule umane;


    TRIALOMETANI: nocivi per l?accrescimento fetale. Infatti l?assunzione giornaliera (nel primo trimestre) dalle gestanti di acque potabili con concentrazioni di trialometani è causa di perdita di peso alla nascita del neonato;



    FLUORURI: l?assunzione giornaliera di fluoro attraverso le acque potabili alle concentrazioni giudicate innocue dal decreto del 22 Dicembre è la concausa nelle donne al di sopra degli anni cinquanta di osteoporosi ed in special modo alla frattura della clavicola.




    Qualora dovesse emergere che i cittadini della varie regioni non sono stati informati dei rischi legati alle sostanze contenute nelle acque potabili, le Procure della Repubblica dovranno accertare i motivi delle omissioni da parte delle singole Regioni.

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