26 Ottobre 2006

Acer, troppi ritardi quando deve pagare

Il Codacons segue il caso di un ex inquilino
Acer, troppi ritardi quando deve pagare

“Abbiamo per le mani un caso emblematico che dimostra i ritardi inaccettabili con i quali l`Acer, ente pubblico che gestisce gli alloggi popolari, paga le somme dovute ai propri inquilini“. Queste le parole con cui Fabio Galli del Codacons ha puntato il dito contro Acer e ha illustrato la vicenda di un immigrato ivoriano che ha occupato un appartamento Acer fino al marzo scorso. L`uomo, 35 anni, occupava un appartamento in via Morseli insieme alla moglie. “Il 31 marzo scorso lo ha lasciato libero – spiega Galli – dopo avere pagato regolarmente l`affitto e avere versato all`inizio un deposito cauzionale di 1.300 euro. Peraltro l`affitto non era nemmeno basso, visto che spendeva 450 euro al mese per un appartamento di 50 metri quadrati. Al momento del rilascio l`Acer gli ha rilasciato una certificazione che attestava come l`alloggio fosse stato lasciato nelle condizioni richieste. Ma quando l`immigrato ha chiesto la restituzione dei 1300 euro, ecco che sono sorti i problemi. L`Acer gli ha detto che glieli avrebbe restituiti entro sei mesi, come prevede il regolamento dell`ente. Questo è in netto contrasto con la legge 392 del 1978 che prevede come l`obbligazione di restituire il deposito cauzionale sorga al termine della locazione non appena avvenuto il rilascio dell`immobile. Per di più la legge dice che se il locatore trattiene la somma anche dopo il rilascio, l`inquilino può addirittura richiedere un decreto ingiuntivo per la restituzione della somma. Insomma, innanzi tutto ci sarebbe da chiedersi come mai il regolamento Acer appare in contrasto con la legge del 1978. Ma i problemi per l`ivoriano non si sono fermati qui. Allo scadere del sesto mese non ha infatti visto nemmeno un euro. Allora si è rivolto a noi e noi abbiamo chiesto informazioni all`Acer che ci ha risposto con una lettera, in cui si legge che `la cauzione è già stata liquidata nel settembre 2006`, ma `la pratica erogazione avviene attraverso la nostra Tesoreria presso Unicredit a seguito di procedura informatica autorizzativa legata alla bollettazione bimestrale`. Linguaggio burocratese che non ci dice quando a questa persona arriveranno i soldi. Fra un mese? Fra due? Inoltre gli sarebbero dovuti gli interessi legali. Li avrà mai? Crediamo che ci si stia approfittando di cittadini che spesso non hanno gli strumenti per far valere i loro diritti. Come fanno gli inquilini delle case popolari ad affidarsi eventualmente a legali quando si trovano in condizioni disagiate? Per fortuna che qualcuno sa che ci si può rivolgere alle associazioni dei consumatori“.

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