20 Febbraio 2002

Accuse sul Salone dell`auto

Accuse sul Salone dell`auto
Andrea Pininfarina, presidente degli industriali torinesi, lamenta tre errori organizzativi e politici. Antonio D`Amato auspica un ritorno in tempi brevi, mentre Ginevra prepara la sua kermesse

MILANO – Non si placano le polemiche sulla decisione di annullare il Salone dell`Auto di Torino per la mancata adesione della maggior parte dei costruttori stranieri. In Svizzera, intanto, sono in corso i preparativi per il salone di Ginevra dal 7 al 17 marzo. Quest`anno, per la 72^ edizione sono attese quasi 900 marche di una trentina di paesi rappresentate da 250 espositori, c`è una lista di attesa per le richieste di spazio di 10mila metri quadrati e l`anno prossimo la capienza del Palazzo delle esposizioni dove si svolge la manifestazione sarà aumentata di 21mila metri quadrati.

La giustificazione fornita dalle case automobilistiche sul forfait torinese non convince Carlo Maria Guerci, docente dell`Università di Milano. “Sicuramente vogliono risparmiare – afferma – ma se guardiamo ai conti sono perplesso sui modi scelti. Le stesse case spendono centinaia, se non migliaia di miliardi in marketing e pubblicità e, a mio avviso, c` erano altri modi per risparmiare, più efficienti dal punto di vista industriale“. Sempre secondo Guerci, per l`industria automobilistica italiana l`annullamento “è certamente uno schiaffo. Torino, realtà già frustrata, ne esce malissimo. Il salone è un simbolo e il contraccolpo psicologico è senza dubbio pesante. Sotto il profilo sostanziale, però, verso la nostra industria la cosa avrà un impatto vicino allo zero“.

Andrea Pinifarina, presidente degli industriali torinesi, parla di “tre errori: due sul fronte organizzativo, uno di natura politica“. “Innanzitutto la data scelta, troppo a ridosso con il salone di Ginevra: molte case automobilistiche hanno deciso di rinunciare a uno dei due appuntamenti. Poi il tema conduttore, cioè l`auto del futuro, che richiede ai costruttori un notevole sforzo economico per presentare al pubblico modelli che forse verranno realizzati tra molti anni. Un`idea talmente brillante che non è piaciuta a nessuno“. Pininfarina parla anche di un “errore politico: la scelta di privatizzare un settore come quello fieristico. Un sistema territoriale che intende promuoversi non può affidare l`organizzazione di eventi solo a privati“.

Un solo errore, invece, e tutto italiano, vale a dire due kermesse – Torino e il Motor Show di Bologna – dedicate allo stesso settore, quello indicato da Flavio Cattaneo, presidente e amministratore delegato della Fiera di Milano: “È ormai chiaro – afferma – che le case automobilistiche non sono più in grado di scegliere più di una manifestazione di questo tipo nello stesso Paese“. E alla fine, secondo Cattaneo, il Motor Show ha `cannibalizzato` Torino.

D?accordo con questa spiegazione il viceministro alle attività produttive Adolfo Urso secondo cui “può anche essere che sia avvenuta una maggiore selezione degli investimenti e che questo abbia privilegiato alcune fiere, come quella di Bologna, che in questi anni hanno manifestato una maggiore dinamicità“.

Ma il colpo più serio è per i carrozzieri, che perdono una vetrina. “Per Torino è un colpo duro – osserva Bruno Cena, amministratore delegato della Bertone – il Salone era il simbolo del saper fare automobili. E noi carrozzieri siamo stati sempre un punto di forza. Oggi i Saloni non sono più un`occasione per vedere le novità, ma piuttosto l`opportunità di un contatto con il grande pubblico“. Cena non attribuisce particolari responsabilità agli organizzatori: “La frequenza dei Saloni è un po? troppo fitta. Ci vuole qualche aggiustamento sui tempi“.

Esulta l`associazione dei consumatori Codacons, che invita “a vietare saloni e fiere finalizzati a pubblicizzare automobili“ e ironizza: “Chi di auto ferisce… di auto perisce“. Domani gli organizzatori replicheranno: alle 12, in una conferenza stampa al Lingotto, parlerà l`amministratore delegato della Promotor International, Alfredo Cazzola (proprietario anche di Lingotto Fiere) che nell`81 ha varato il Motor Show di Bologna e che organizza l`evento torinese dal `94.

“Grande rammarico“ per l`annullamento del Salone dell`auto viene dal presidente di Confindustria, Antonio D`Amato, che parla di ?un avvenimento significativo della grande crisi internazionale del settore dell`auto. Il nostro paese comunque ha una grandissima tecnologia e Torino èun appuntamento annuale di forte rappresentatività.
?Sono convinto però che il salone dell`auto tornerà a Torino, magari con una formula riveduta e corretta?.




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