Accuse dopo l’incendio nell’area protetta
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fonte:
- La Sicilia
Non finiscono le polemiche dopo i vasti incendi datati 12 e 30 luglio scorsi che hanno devastato la Riserva naturale “Immacolatelle” e “Micio Conti” di San Gregorio la cui gestione è affidata al Cutgana, centro dell’ Università di Catania.A riaccendere la miccia il Codacons, dopo le recenti dichiarazioni del direttore della riserva, Salvatore Costanzo, nelle quali evidenziava come tutto il personale della riserva, sindaco e vigili urbani hanno dovuto improvvisare una difesa dalle fiamme, lamentando il fatto che “non sono previsti finanziamenti, nemmeno per il personale stanziale: situazione comune anche ad altre aree protette locali”.Ma per il Codacons così non è. Perché nel decreto di reistituzione della riserva c’ è un articolo che stabilisce: «Considerato che al Cutgana risultano già affidate in gestione altre 6 riserve naturali, la gestione ordinaria e la vigilanza della Riserva verranno coperte con il personale, gli strumenti e le risorse già assegnate» che annualmente assommano a oltre 748mila euro, di cui più di 489mila per il personale e oltre 258mila per attività di gestione.Secondo il Codacons c’ è di più. «Da da qualche anno a questa parte – si legge nel documento – il Cutgana ha completamente dismesso il Centro Riserve, smantellando e distruggendo l’ annesso ecomuseo “Natura e Scienza” realizzati con risorse pubbliche nella villa Ficara di via Terzora che ospitava anche la direzione del Cutgana. Se in passato la Riserva non aveva avuto alcun problema, ciò potrebbe essere stato conseguenza del fatto che essa veniva tutelata proprio dalla presenza del Centro e dell’ ecomuseo (con quasi tremila presenze annue) che ne rappresentavano un efficace presidio di vigilanza». La posizione dominante del Centro Riserve, situato proprio ai confini della riserva “Immacolatelle e Micio Conti”, aveva certamente rappresentato un’ attenta sentinella in grado di controllarne dall’ alto l’ intero territorioAnche alla luce di quanto recentemente accaduto, il Codacons ribadisce la richiesta di adozione di azioni concrete e tempestive finalizzate al ripristino della funzionalità del Centro e dell’ ecomuseo, da ritenere patrimonio culturale.
