14 Aprile 2019

«Accuse inaccettabili» L’ ordine degli avvocati tira le orecchie al sindaco

SAN CESARIO. «Sentenze fantasiose e sciatte? Il sindaco di San Cesario faccia chiarezza». Il primo cittadino Fernando Coppola finisce sotto il tiro dell’ Ordine degli avvocatiall’ indomani delle accuse lanciate contro giudici e avvocati che assistono gli automobilisti che, negli ultimi mesi, si sono visti notificare decine di verbali scaturiti dai photored installati lungo la provinciale per Galatina. Coppola ha definito «fantasiose e sciatte» le sentenze, non poche, dei Giudici di Pace che danno ragione agli automobilisti, e «misere e vegognose le strumentalizzazioni dei legali, in difesa degli automobilisti, alla ricerca di visibilità e clientela». Affermazioni che non sono piaciute alla presidente dell’ Ordine degli avvocati di Lecce Roberta Altavilla. «Ritengo le parole del sindaco Coppola inaccettabili – sottolinea Altavilla – non comprendo dove vi siano le strumentalizzazioni. È compito dell’ av vocato tutelare il proprio assistito senza condizionamenti e senza dover poi subire offese, per il sol fatto di avere ottenuto un risultato positivo a seguito di regolare giudizio. Non ho letto di contro alcuna dichiarazione lesiva del decoro del Comune da parte di colleghi che hanno patrocinato le parti vittoriose, perciò mi sfuggono le motivazioni che hanno generato lo spiacevole episodio. Qualora vi fossero violazioni, le stesse potranno essere rappresentate all’ Ordine. Allo stesso modo mi preme evidenziare che le sentenze, ove non condivise, possono essere appellate, come il sindaco si è riservato di fare, senza con ciò mortificare il lavoro degli avvocati né attribuire sciatteria decisoria ai Giudici di Pa ce che hanno valutato la questione. Sono certa che la vicenda sia solo frutto di malintese dichiarazioni e che interverrà un auspicabile chiarimento». «Siamo accanto ad avvocati e giudici coinvolti – sottolinea poi il Codacons – sono stati offesi con accuse gravissime e incomprensibili». «Chi ha sbagliato chieda scusa – aggiungono dall’ Aiga, l’ associazione italiana giovani avvocati – i provvedimenti giudiziari si possono non condividere ma non è consentito minacciare e denigrare la dignità dei professionisti».

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