3 Dicembre 2002

Accusati di truffa, prof assolti dopo dieci anni

LA SENTENZA PER TREDICI DOCENTI

Accusati di truffa, prof assolti dopo dieci anni

Tutti assolti perchè il fatto non sussiste, è stato questo il verdetto sui tredici professori accusati di truffa, falso e violazione della legge 104 del 1992. In pratica erano stati accusati di aver utilizzato in maniera illecita la normativa che consente di ottenere il trasferimento nel luogo di residenza per assistere familiari invalidi o anziani, non autosufficienti.
Ieri sono stati tutti assolti dal giudice Bellantoni. Si tratta di Anna Boccia, Antonietta Ciancone, Luigina Di Flumeri, Carlo Fabbricatore, Raffaella Ferragino, Caterina Ferrigno, Rosa Magliacane, Anna Morcaldi, Adriana Paolino, Vanda Sabato, Maria Rosaria Schembari, Adriana terralavoro e Tartarone Zaccaria. La difesa è stata sostenuta dagli avvocati Marcello Giani, Paolo Carbone, Lucio Basco, Giovanni Sofia, Andrea Ruggiero, Gennaro Borriello e Franco Bonaduce.
Una sentenza pronunciata dopo circa un decennio dall`inizio dell`attività investigativa. L`inchiesta sui trasferimenti, che si ritenevano essere stati effettuati sulla base di false attestazioni per ottenere i benefici della legge 104, era inserita nel grande filone giudiziario sui falsi invalidi, condotto dal sostituto procuratore Antonio Centore agli inizi degli anni Novanta. Dopo il passaggio del pm Centore alla Direzione Distrettuale Antimafia, parte dell`inchiesta è stata condotta dalla sua collega Domenica Gambardella.
Chi si è rivolto alla Procura? Altri colleghi di coloro che sono poi finiti sotto processo, che ritenevano di essere stati discriminati nei trasferimenti, ritenuti illegittimi. Le indagini così furono avviate a seguito di alcune denunce presentate da un coordinamento di docenti, a cui si è aggiunto il Codacons, successivamente costituitosi parte civile.
La normativa del 1992, utilizzata soprattutto nel settore della scuola, consente di chiedere e ottenere il trasferimento nel luogo di residenza o nella sede più vicina a coloro che assistono in maniera continuativa un parente invalido, che sia convivente. Tale situazione viene autocertificata dallo stesso docente al momento della presentazione della domanda di trasferimento. Uno dei problemi più dibattutti sul piano amministrativo è quello dei controlli a campione da effettuare sulla veridicità delle autocertificazioni e su chi sia tenuto ad effettuarli.

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