13 Luglio 2006

Accordo vicino con i taxisti Oggi altro round

SCIOPERO, IL GARANTE INDAGA Accordo vicino con i taxisti Oggi altro round



ROMA Da entrambe le parti si parla di “passi avanti“. Ma dopo i disordini della scorsa settimana e la decisione di sospendere lo sciopero nazionale dell`11 luglio, governo e sindacati non dicono ufficialmente di più. Ieri le ventidue sigle delle auto bianche si sono sedute al tavolo tecnico con la disponibilità a trattare sui turni. Non più sette ore e trenta, ma fino a 12, anche 14 ore ad auto. La disponibilità dei tassisti ad aumentare l`orario (per auto) è stato giudicato un grosso passo avanti dagli uomini di Bersani. “In una città come Roma, con seimila taxi, significa moltiplicare in maniera esponenziale il numero in circolazione“, ha spiegato il coordinatore dell`Ugl tassisti, Pietro Marinelli. Il governo però non è ancora soddisfatto: l`aumento, così concepito, rimane un impegno senza garanzie. Sia sulla durata effettiva del lavoro dei possessori della licenza (il contratto collettivo nazionale prevede fino a nove ore al giorno) sia sul fatto che turni più lunghi garantiscano un aumento dell`occupazione. I tassisti hanno replicato che sarebbe sufficiente aspettare qualche mese e un monitoraggio attraverso gli uffici dei Comuni, ma gli uomini del ministro non si sono lasciati convincere. Sul tavolo restano poi altri due punti spinosi: Bersani è disposto a rivedere la norma prevista dal decreto che di fatto liberalizzerebbe le licenze, ma in cambio vuole la possibilità di rilasciare una licenza per due auto. L`altro nodo sono i periodi estivi: il governo vuole concedere licenze temporanee in tutta Italia, i tassisti sono disponibili a farlo solo nei piccoli centri. Il confronto è stato aggiornato a oggi pomeriggio in un clima più sereno. Ma in serata, sui taxisti, è piovuta una tegola che rischia di inasprirlo. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha avviato un procedimento sulle proteste spontanee dei taxi dei giorni scorsi e la procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per turbativa di servizio pubblico dopo un esposto del Codacons. Le organizzazioni delle auto bianche hanno respinto le accuse rivendicando il diritto di protesta e assemblea contro un decreto legge “imprevedibile“ e si preparano a difendere le ragioni della categoria.

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