12 Dicembre 2005

Accordo sui prezzi tra il ministero della Salute e la Federfarma

Accordo sui prezzi tra il ministero della Salute e la Federfarma. I doveri dei camici bianchi


Monopolio alle farmacie, niente pillole ai supermercati. Consumatori insoddisfatti

Roma Forti sconti sui farmaci da banco, obbligo di proporre ai clienti i medicinali generici e divieto di vendita dei farmaci nei supermercati. Sono gli aspetti più importanti dell`accordo stipulato sabato scorso tra il ministero della Salute e Federfarma, l`associazione che rappresenta i farmacisti italiani. Che si sono impegnati ad abbassare sensibilmente i prezzi dei medicinali senza obbligo di prescrizione e da banco (quelli di fascia C), praticando sconti che ogni mese dovranno essere comunicati noti all`Agenzia del farmaco. I farmacisti dovranno poi informare i clienti sulle proprietà dei farmaci generici, che hanno la stessa composizione di quelli di marca, rispetto ai quali costano però molto meno. Infine, dovranno fornire spiegazioni dettagliati sull`uso dei medicinali. In cambio il ministero ha confermato il divieto di vendita dei farmaci da banco nei supermercati, che pure da tempo chiedevano che l`Italia seguisse da tempo l`esempio degli Stati Uniti e di molti paesi europei, dove sciroppi e compresse si possono comprare anche nei centri commerciali. Ma Federfarma, contraria alla liberalizzazione del mercato, l`ha spuntata. Il monopolio sulla vendita dei medicinali rimane così alle farmacie. Circostanza che non preoccupa il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi. Secondo il quale “con quest`intesa, che garantisce la massima trasparenza sui prezzi, si è avviato un percorso estremamente importante tra il ministero e Federfarma, che produrrà effetti positivi nel rapporto tra utenti e farmacisti. Mi aspetto che già nei prossimi giorni i cittadini possano verificare i contenuti dell`accordo, prendendo visione degli sconti praticati sui farmaci di fascia C“. Soddisfatto anche il presidente della commissione Salute del Senato, Antonio Tomassini (Forza Italia), a detta del quale “grazie all`intelligente iniziativa del ministro Storace, i farmacisti hanno compreso come valorizzare la loro professionalità e, nello stesso tempo, difendere un`equa e sicura distribuzione dei farmaci ai cittadini“. Mentre per Giacomo Leopardi, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, “hanno finito per prevalere il buon senso e la necessità di tutelare la salute dei cittadini“. Di tutt`altro parere Adusbef e Federconsumatori, secondo cui “quest`accordo non solo è di difficilissima praticabilità, ma è anche sbagliato, perché ribadisce il divieto di vendita dei farmaci da banco nei supermercati, considerato anche che questa è una partita che sul mercato vale oltre un miliardo e trecento milioni di euro. Una sana competizione – sottolineano le due associazioni – che comporti diminuzioni dei prezzi spropositati dei medicinali, tra i più alti in Europa, la si può realizzare solo attraverso l`aumento dei punti vendita. Inoltre bisogna intensificare la produzione e la commercializzazione di farmaci generici, tuttora boicottati da molti operatori, e la distribuzione delle confezioni monodose, necessarie per evitare ulteriori sprechi e costi aggiuntivi per il Paese“. Ieri il portavoce di Storace ha ribadito che “in nessuna occasione il ministro della Salute si è espresso favorevolmente sull`ipotesi di vendita dei farmaci nei supermercati“. Il Codacons, pur apprezzando l`accordo tra Storace e Federfarma “perché porterà a sconti del 20% sui medicinali“, ritiene “inevitabile arrivare a vendere i farmaci anche nei supermercati“.

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