Accordo sugli indennizzi a ogni naufrago 14mila euro
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Un indennizzo di 14mila euro a testa, di cui 11mila a copertura di tutti i danni patrimoniali e non e circa 3mila di rimborsi spese, a favore dei passeggeri che
non hanno riportato problemi fisici a seguito del disastro del Giglio. È quanto prevede l’ accordo raggiunto tra la Costa Crociere e le associazioni aderenti al
Comitato Naufraghi Concordia. Una cifra che il Codacons definisce «elemosina», invitando gli interessati a non accettarla. Mentre Federconsumatori considera
ottimo l’ accordo raggiunto. Con l’ accordo è stato anche convenuto che la Compagnia offrirà l’ opportunità di cancellare senza penali le crociere prenotate prima
del drammatico evento, su tutte le proprie rotte, entro il 7 febbraio. Le associazioni dei consumatori non percepiranno alcun tipo di remunerazione per tutte le
attività legate all’ accordo raggiunto. Intanto prosegue il lavoro dei magistrati per fare luce sulle responsabilità di quanto accaduto: ieri è stato interrogato Ciro
Ambrosio, primo ufficiale della Costa Concordia, e in procura era presente il comandante Gregorio De Falco, della Capitaneria di porto di Livorno, probabilmente
per uno scambio di valutazioni con i magistrati sugli elementi finora acquisiti in merito ad alcuni aspetti della vicenda. L’ operazione di recupero carburante della
nave, inoltre, potrebbe slittare. Lo ha sottolineato Franco Gabrielli, commissario delegato all’ emergenza al Giglio. Al momento sono stati flangiati tre serbatoi e
scandagliati 32 chilometri quadrati di mare prospiciente la nave. Oggi verrà immerso in acqua il robot Rov e si continueranno le ricerche nella parte emersa. Sono
140 le cabine controllate. Ieri i palombari della Marina Militare hanno fatto esplodere tre cariche sul ponte 5 per allargare il varco e consentire ai sommozzatori di
entrare. Diffuso anche un elenco dei materiali e delle sostanze che erano sulla nave, quali oli, grassi e smalti; ben 1.272 le voci di bevande e cibo a bordo.
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