fbpx
10 Gennaio 2019

Accordo banche e venditori per gonfiare le rate dell’ auto

finanziamenti taroccati dal 2003
ANTONIO SPAMPINATO Le finanziarie delle principali case automobilistiche hanno creato un cartello per scambiarsi informazioni sensibili e fissare così tassi e prezzi praticati ai clienti che acquistavano i veicoli attraverso finanziamenti o leasing. Una pratica che durava almeno dal 2003 e fino al 2017. Con questa motivazione l’ Autorità garante della concorrenza ha multato con 670 milioni di euro le principali captive banks – cioè le banche possedute dalle stesse aziende di cui finanziano i prodotti – e i relativi gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante pacchetti finanziari, nonché le relative associazioni di categoria. Ecco le società colpite dalla sanzione dell’ Antitrust: Banca Psa Italia, Banque Psa Finance, Santander Consumer Bank, Bmw Bank, Bmw, Daimler, Merceds Benz Financial Services Italia, Fca Bank, Fca Italy, Ca Consumer Finance, Fce Bank, Ford Motor Company, General Motor Financial Italia, General Motors Company, Rci Banque, Renault, Toyota Financial Services, Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank, Volkswagen, nonché le associazioni di categoria Assofin ed Assilea. CLEMENZA Restano fuori dalla mannaia dell’ Antitrust Daimler e Mercedes Benz Financial Services Italia perché è grazie alla loro denuncia, tecnicamente “domanda (o programma) di clemenza”, che è stata avviata l’ indagine. Scrive l’ autorità di controllo: Daimler ha prodotto 145 documenti, nei quali è dato conto di «un’ intesa segreta (cartello) posta in essere attraverso un pervasivo scambio di informazioni sensibili» tra le principali captive banks. I contatti per lo scambio delle informazioni, quali il tasso applicato, il Tan, il Taeg e le spese di istruttoria, avvenivano durante incontri bilaterali e veri e propri meeting. Anche nell’ ambito delle associazioni Assilea e Assofin, che, «nello svolgimento della loro attività, hanno raccolto informazioni provenienti dalle captive banks, poi restituite alle associate anche in forma disaggregata», sottolinea l’ autorità. In una mail inviata da RCI Banque alle altre finanziarie, si legge: «Vi scrivo questa email per invitarvi a partecipare alla compilazione di un nuovo Benchmark in materia di finanziamenti Post Vendita. Il crollo dell’ immatricolato auto degli ultimi anni ha diminuito drasticamente il perimetro aggredibile dalle Captive e questo ci ha portato ad analizzare nuove fonti di redditività come ad esempio il Post Vendita». La prima prova in mano dell’ Antitrust è datata 17 giugno 2003. Si tratta di una mail che coinvolge FCE Bank, TFS, Banque PSA Finance, Mercedes FS, GMF, Volkswagen Bank, BMW Bank, FCA Bank e RCI Banque, da cui si evince come i gruppi si fossero scambiati dati sensibili non pubblici ben prima di quella data. Nel testo del documento, infatti, si legge: «Ho pensato potesse esserci utile anche uno scambio periodico di informazioni sulle condizioni praticate dalle captives considerando l’ ultimo taglio ai tassi d’ interesse, vi propongo di scambiarci i form tra la fine di giugno e l’ inizio di luglio ()». È quell’«anche» ad aver insospettito l’ Antitrust, ma ulteriori prove di accordi precedenti al 2003 non sono saltate fuori. Ma in un’ altra mail del giugno 2004 inviata da una delle finanziarie multate si legge: «Scrivo per chiedere la cortesia di comunicarmi i tassi standard (i più alti e i più bassi) da voi applicati. Relativamente ai servizi disponibili, chiedo gentilmente di indicarmi il prezzo del servizio al cliente finale e il suo modello di calcolo». IRONIA C’ è anche dell’ ironia negli scambi di informazioni. Come in questa mail: «In un’ ottica di collaborazione tra case concorrenti (tutto il mondo è paese), ti chiederei se puoi rispondere alle seguenti domande…». Dopo la pubblicazione della sentenza, le associazioni dei consumatori hanno annunciato azioni collettive risarcitorie. Lo ha fatto, al momento, Altroconsumo, «per compensare i contratti gonfiati conclusi dai clienti in concessionaria per l’ acquisto di un’ auto» e Codacons. Per quanto riguarda le associazioni, sia Assofin – Associazione Italiana Leasing – sia Assilea – Associazione del credito al consumo e immobiliare – dichiarano di essere del tutto estranee ai fatti contestati. riproduzione riservata.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox