9 Agosto 2007

Accoglienza dei vacanzieri: a Parigi al via una campagna per essere più cordiali

Il termine “Apocalisse“ per descrivere la situazione nella città lagunare, che tutti al mondo sognano di visitare, fu usato già una dozzina di anni fa dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari. In piazza S.Marco in questi giorni non c`è spazio neppure per respirare. Ovunque lunghe code spesso sotto il sole. Le autostrade sono intasate. Consumare un pasto che offra l`enogastronomia reclamizzata con grande spesa in giro per il mondo è un`utopia per i forzati della vacanza. Le specialità “tipiche“ ormai si trovano soltanto sugli opuscoli delle Apt. Gli abitanti dei luoghi traversati dalle coorti turistiche, in numero crescente e in misura sempre più irritata vorrebbero mandare i forestieri al Paese d`origine se non in altro luogo più pittoresco. Ogni anno si promettono “adeguati, tempestivi, radicali interventi“ per migliorare, poi ci si ritrova l`anno dopo con i problemi aggravati. Qual è il limite dello sviluppo? Una ricerca fatta a livello planetario dice che Parigi è la terza meta del mondo per capacità di attrazione. Ma un`altra indagine pone i francesi, e in particolare i parigini, al primo posto per antipatia nei confronti dei “diversi“, cioè dei forestieri. Qualcuno sostiene che esistano anche parigini simpatici ma visitando la “Ville Lumière“ è difficile incontrarne uno che non sia antipatico e faccia qualcosa per nasconderlo. Che non guardi i forestieri (non da cinque stelle) dall`alto in basso, come tanti De Gaulle in miniatura, apparentemente ancora convinti di aver vinto la seconda guerra mondiale e di far un favore all`umanità concedendole di vedere la Francia. Così dice la ricerca. Questa “accoglienza“ consapevolmente antipatica è in continuo aumento e comincia a preoccupare le autorità del turismo, le quali stanno predisponendo una campagna per cercare di convincere i francesi a essere più gentili e meno arroganti. Arrivando addirittura a invitarli a sorridere anche a chi non sia francese. In Spagna qualcosa del genere fu fatto con successo un paio di anni fa con la campagna del Turismo somos todos. L`Organizzazione mondiale del turismo da anni va sostenendo che gli arrivi internazionali continueranno a crescere annualmente del 4,1 per cento fino a toccare nel 2020 un totale di 1.601 milioni. Persone serie, culturalmente dotate e affermati studiosi, utilizzano questi dati, frutto della mente pigra di qualche funzionario, come una cosa seria, accreditandola con il proprio personale prestigio e facendola così sembrare attendibile anche a regioni, governi e Unione europea. Ma cosa siano gli “arrivi internazionali“ che reggono il tutto, è un mistero. Ma su questa base l`Omt ha piazzato l`Italia al quinto posto creando il cordoglio generale che anima tutti coloro che in Italia si preoccupano del turismo. E` un mistero il metodo che permette di contare gli arrivi internazionali in una Unione europea – motore del turismo mondiale sia per il numero di presenze registrate che come fornitrice di “clienti“ a tutti i Paesi – dove è impossibile controllare gli spostamenti delle persone nello spazio Schengen. Ma quante persone può “sopportare“ un territorio e la sua popolazione? Questo 2007 ci sta ammonendo a non forzare troppo. Pensiamo agli incendi nel Sud e in Campania, migliaia, si dice procurati da lavoratori preoccupati del loro domani: più incendi è uguale a più lavoro. Un`operazione quasi priva di rischi: i pochi che hanno la dabbenaggine di farsi pescare sul fatto se la cavano con nulla. C`è poi il dilemma delle valigie a rendere più intriganti le vacanze, con la suspence della “lotteria del bagaglio“: arriva? Parte? E` stato detto (Corriere della Sera del 6 agosto) che il disastro è forse dovuto a lavoratori che protestano per l`aumento di lavoro che la massa dei turisti provoca. Una maldicenza subito smentita da una “ispezione a sorpresa“ (per buona creanza annunciata da giorni) a Fiumicino che ha confermato che il disastro è opera del bieco e cinico fato che si accanisce sul nostro turismo. Non sono mancate decise reazioni: l`on. Rutelli ha anticipato una verifica “della qualità delle prestazioni dei nostri aeroporti“, mentre il ministro dei trasporti Bianchi, annuncia che sono state decise tre misure urgenti:“un unico responsabile per le attività aeroportuali, creare una task force di 80 persone per incrementare l`efficienza dei trasporti bagagli e attuare una vigilanza di monitoraggio continuo“. Per i sindacalisti ci sono troppi bagagli. C`è poi il rincaro del carburante, come ogni anno in occasione degli “esodi“. L`organizzazione dei consumatori Codacons, invita gli automobilisti ad una “sciopero bianco“: a Ferragosto nessuno compri carburante! Il successo non è garantito. L`Eni ha ribassato di quattro centesimi al litro. Romano Prodi commenta: “piccolino“. Una grande organizzazione imprenditoriale ha proposto di chiedere al governo che venga concesso un bonus fiscale per gli italiani che faranno vacanze in Italia nel periodo giugno-settembre, sostenendo che quasi la metà non può permettersele. Il bonus dovrebbe essere invece concesso a chi le vacanze le fa fuori stagione. Anche perché se tutti gli italiani andassero in vacanza in alta stagione, non ci sarebbe chi farebbe funzionare il sistema. Dai duemilioni e mezzo che si dice lavorino nel comparto, fino a coloro che devono far funzionare i servizi essenziali, i trasporti, la sanità, la sicurezza, far partire i bagagli, spegnere gli incendi, ecc. Una notizia sta sconvolgendo la Germania: i ferrovieri aderenti al maggior sindacato di categoria, per la prima volta in quindici anni, minacciano di scioperare. Naturalmente, rendendosi conto del grave danno economico che procurerebbe un tale fatto alla nazione, in un primo tempo si limiteranno ai treni merci. Per ritornare grandi, non bastano i cinque anni previsti da Luca di Montezemolo se non si capisce che tutto è turismo. “Pensa con i sensi – Senti con la mente“, è lo slogan della Biennale di Venezia di quest`anno.

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