20 Gennaio 2019

Accise evase per 20 milioni Manager Eni tra i 32 imputati

ROMA Il trucchetto era quello di alterare gli strumenti di misurazione dei prodotti petroliferi all’ interno delle raffinerie e dei depositi dell’ Eni. E poi di mettere in commercio una quantità di prodotto attestandone una inferiore, sottraendo così la parte occultata al pagamento dell’ imposta. Un meccanismo andato avanti per anni, adesso si scopre, anche con l’ intervento di alcuni dirigenti. Lo scrive nell’ ordinanza il gip Clementina Forleo disponendo l’ imputazione coatta per 32 persone, la quasi totalità manager dell’ azienda e di sue controllate. Tutti rischiano il processo per il reato di associazione per delinquere. Tra di loro Domenico Elefante, vice presidente esecutivo della divisione Refining & marketing, e Angelo Caridi, Angelo Fanelli e Salvatore Sardo, al tempo i primi due ex dg e il terzo capo della stessa divisione. Il pm Mario Palazzi ne aveva chiesto l’ archiviazione ma il Codacons ha fatto opposizione, ricevendo l’ accoglimento del gip. L’ inchiesta era partita nel 2014. Dopo tre anni di accertamenti, nel 2017 la finanza aveva sequestrato, su ordine del gip del tribunale di Roma,  i dispositivi di misurazione dei prodotti petroliferi in diversi depositi sparsi in 13 regioni d’ Italia. Era emersa una quantità di carburante, circa 40 milioni di litri, commercializzato in modo illecito, e una sottrazione all’ erario di oltre 20 milioni di euro. Dopo alcuni giorni il sequestro era stato revocato sulla base dell’ impegno assunto dalla stessa Eni – che comunque risulta parte offesa. Per il gip, ora, i dirigenti devono essere imputati. D’ altra parte dalle intercettazioni « emergevano palesemente ordini dati dalla stessa dirigenza di ” aggiustare” a proprio piacimento quantità, se non addirittura qualità dei prodotti petroliferi trasferiti », si legge nell’ ordinanza. Addirittura gli incontri avvenivano negli uffici dei manager: « Emergeva un’ attività di concertazione di dati da riportare nei documenti a seguito di riunioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesco salvatore

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