Acciaierie d’Italia, ok al bilancio. Il gruppo: “In attesa del giudizio del Consiglio di Stato sull’ex Ilva”
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fonte:
- Il Secolo XIX
GENOVA ´L’approvazione del bilancio 2020 da parte del consiglio di amministrazione Ë in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, che si esprimer? sull’appello proposto contro l’ordinanza del sindaco di Taranto di febbraio 2020ªª, che impone lo spegnimento dell’area a caldo dell’ex Ilva, come gi? confermato dal Tar Lecce. Lo comunica in una nota Acciaierie d’ItaliaItalia, la newco costituita da Invitalia e Arcelor Mittal, dopo le indiscrezioni relative all’approvazione del bilancio 2020. Acciaierie d’Italia sottolinea inoltre che ´nell’accordo firmatoª da Ar-celorMittalMittal ´con Invitalia il 10 dicembre 2020, Ë espressamente previsto che l’approvazione del bilancio 2020 non richiede il voto favorevole di Invitalia o dei consiglieri da essa designatiª;e che ´i dati riportati da alcuni mezzi d’informazione su alcune poste di bilancio 2020, relativi in particolare al debito verso fornitori, sono privi di ogni fondamentoª. Acciaierie d’Italia ribadisce infine ´di avere sempre goduto di una posizione finanziaria netta largamente positiva, anche alla data di scadenza del bilancio 2020ªª. Intanto laziendaha chiesto una nuova cassa integrazione dal 28 giugno per 12 settimane. Sar? perÚ Ú ordinaria e non Covid e il numero massimo Ë passato dagli 8.100 100della cassa Covid ai 4.000 000della nuova cassa ordinaria. Inattesa del Consiglio di Stato, il Codacons, una delle tantissime parti civili nel processo in Corte dAssise Assise,ha intanto depositato ai giudici di Palazzo Spada, aRoma, la sentenza del 31 maggio. Il Codacons ha inoltre inviato la decisione della Corte (il dispositivo di 83 pagine) al Quirinale e a tutti i parlamentari ´affinchÈ Èprendano visione delle decisioni della giustizia e si adoperino per salvare i cittadini di Tarantoª. La sentenza del Tar Lecce di febbraio ha confermato una ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, di febbraio 2020 che inizialmente Ë stata sospesa dagli stessi giudici amministrativi su impugnazione delle controparti aziendali. » questa ordinanza del sindaco, infatti, che dispone lo stop agli impianti dellarea acaldo in 60 giorni in quanto fonti emissive pericolose per la salute e per lambiente. Poco menodi un anno Ë durata listruttoria del caso alTar. Secondo il Tar di Lecce, ´deve ritenersi pienamente sussistente la situazione di grave pericolo per la salute dei cittadiniª. Il Tar nel provvedimento ha inoltre parlato di ´probabile rischio di ripetizione di fenomeni emissivi in qualche modo fuori controllo e sempre pi? frequenti, forse anche in ragione della vetust? degli impianti tecnologici di produzioneª. R. E.
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