23 Marzo 2011

Accesso al centro, pass per 9 mila disabili “Numeri sconcertanti, ma chi controlla?”

Tanti. Anche a Bologna. Un vero e proprio «esercito» difficile da controllare. E allora capita, nemmeno tanto di rado, che qualcuno ne approfitti. Sulla scia dell’ inchiesta del Corriere sull’ abuso dei pass per disabili a Roma, dove la mancanza di controlli facilita i comportamenti scorretti di chi usa il permesso senza avere il portatore di handicap a bordo per parcheggiare senza problemi, siamo andati a vedere cosa succede sotto le Due Torri. Dai numeri forniti da Palazzo d’ Accursio risulta che i pass per persone con handicap sono attualmente 9.081. Un dato che si aggiunge a quello che avevamo già pubblicato qualche giorno fa relativo ai permessi rilasciati (a residenti e non) per entrare nella Ztl, arrivati a quota 60.589 mezzi con accesso libero al centro storico. Dire che sono 9.081 i pass per disabili significa parlare in realtà di molte più auto, visto che ogni permesso collegabile a più targhe. Così se in media si possono calcolare in tre le vetture associate, ecco che i 9.081 diventano 27.243 (ovviamente non sono auto contemporaneamente in centro visto che il tagliando è unico). Una «moltiplicazione» difficilmente controllabile, lamenta la Consulta dell’ handicap di Bologna che riunisce molte associazioni per disabili. E che fornisce un altro dato su cui da anni ha intrapreso una vera e propria battaglia per modificare la situazione attuale. «La cosa sconcertante – lamenta la presidentessa della Consulta, Giovanna Guerriero – è che i permessi per disabili sono in tutto 9.081, ma di questi solo 450 a Bologna sono assegnati a portatori di handicap che guidano e che devono quindi sottostare ai comportamenti spesso scorretti di chi ha il pass per trasportare un disabile» . Sapere quante sono le persone con disabilità a Bologna, invece, è praticamente impossibile. L’ unico dato a disposizione fornito dall’ Istat è quello regionale aggiornato al 2005: 171 mila persone con disabilità in tutta l’ Emilia-Romagna. «Per controllare al meglio anche i pass non si può prescindere da quel dato – continua la Guerriero – ma lo dovrebbe avere l’ amministrazione, che invece sa solo quanto eroga per l’ handicap senza comunque entrare nel dettaglio sui settori a cui dà risorse e in che percentuale» . E da Palazzo d’ Accursio arriva la conferma: «Il dato quantitativo sulle persone con disabilità- dice il responsabile dell’ Ufficio statistico Gianluigi Bovini – non l’ abbiamo, anche perché quelli relativi alla salute sono dati sensibili» . Di fatto la Consulta dell’ handicap da anni sta chiedendo (invano) al Comune di mettere mano ai pass auto: «Vorremmo almeno- spiega la Guerriero – una diversificazione, visibile sul tagliando del permesso, tra il disabile che guida e quello che viene solo trasportato: 450 persone che guidano non possono sottostare a 9 mila pass, è una cosa vergognosa» . E il problema serio è che «i controlli non si fanno ed è difficile che siano efficaci senza una diversificazione dei tagliandi» . Gli abusi, quindi, aumentano e la Consulta dell’ handicap denuncia: «Possibile che la domenica pomeriggio tutti gli invalidi di Bologna sono all’ Ikea o il sabato pomeriggio negli ipermercati? » . E ancora: «All’ ospedale Maggiore posti per disabili sono pochi e sempre pieni anche se gli accompagnatori sarebbero tenuti a spostare la macchina una volta portato il disabile a destinazione, per non parlare dei Suv con il tagliando per disabili parcheggiati davanti a Zanarini… La nuova giunta dovrà ripensare seriamente alla normativa che regola i permessi» . Il Codacons una strada l’ avrebbe già: «Il Comune- spiega il presidente Bruno Barbieri- potrebbe intanto adottare almeno il pass europeo con la foto del disabile sul lato B del tagliando: in questo modo i controlli sarebbero immediati ed efficaci. Anche perché se un disabile va in un Paese europeo, il pass che usiamo noi non è affatto ritenuto valido» . daniela. corneo@rcs. it © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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