4 Febbraio 2006

Accessi a raso, tassa dovuta solo se esiste il divieto di sosta

“La tassa per l`occupazione di suolo pubblico per gli eccessi a raso è dovuta solo quando, su istanza del privato, sia stata concessa dall`Ente territoriale il divieto di sosta sull`area pubblica antistante“. È quanto sostiene l`avv. Vincenzo Vitale, responsabile provinciale della Codacons. “È vero che la Tosap continua a trovare applicazione laddove l`ente locale non adotta il regolamento istitutivo del canone, e si applica a tutti quei soggetti che sottraggono all`uso collettivo, in maniera temporanea o permanentemente, suoli pubblici o privati gravati da servitù di pubblico passaggio, sottosuolo ed aree sovrastanti appartenenti al patrimonio indisponibile dei Comuni e delle Provincie – aggiunge -. Pur tuttavia il presupposto impositivo della tassa è proprio la sottrazione delle aree e degli spazi pubblici all`uso indiscriminato della collettività per il vantaggio specifico di singoli soggetti e l`occupazione e di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio“. “Ora – spiega ancora Vitale -, i varchi a raso devono tenersi distinti dai passi carrabili, in quanto rappresentano semplici accessi privi di opere visibili che rendano concreta l`occupazione e certa la superficie sottratta all`uso pubblico. Deve quindi ritenersi che, in assenza di opere visibili e in mancanza di divieto di sosta, non sembra consentita l`esatta individuazione dell`area, ordinariamente destinata alla viabilità pedonale e veicolare, occupata dal privato per l`ingresso nella sua proprietà e destinata al suo esclusivo uso, e pertanto non si rende per l`effetto concreta l`occupazione e certa la superficie sottratta all`uso pubblico. L`evento che segna il determinarsi di questa condizione, e convalida l`esazione del tributo, è rappresentato, secondo la corretta interpretazione delle norme che regolamentano la Tosap, sia dalla richiesta, da parte dei proprietari che lo desiderino, e che hanno la facoltà e non già l`obbligo di formularla, della concessione del divieto di sosta, sia dal rilascio del relativo segnale indicatore da parte dell`ente locale“. “Quindi – conclude Vitale – l`esercizio della pretesa impositiva da parte dell`ente proprietario della strada, in relazione alla tassa in esame, è subordinata all`utilizzazione effettiva, resa manifesta solo dal cartello stradale segnaletico, della strada pubblica in senso esclusivo e speciale da parte del singolo contribuente. Pertanto, in tutti i casi in cui la Provincia ha sottoposto a tassazione gli accessi a raso, in assenza del cartello stradale segnaletico indicatore del divieto di sosta, la tassa non è dovuta“. Il Codacons mette a disposizione i propri uffici per l`inoltro del ricorso alla competente Commissione Tributaria (tel. 0831/37.79.71-333/409.13.23)“.

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