Accertamenti Tarsu: diffidato il Comune
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fonte:
- La Città di Salerno
di Maria Cristina Rizzo* Da qualche settimana i cittadini salernitani stanno ricevendo, da parte del Comune, avvisi di accertamento per dichiarazione infedele relativa alla tassa sui rifiuti solidi urbani.Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. La dichiarazione Tarsu (ovvero la dichiarazione circa i metri quadri sui quali l’ ente comune calcola quanto dovuto) è annuale nel senso che successivamente alla dichiarazione originaria, i cittadini ogni anno dovrebbero comunicare al Comune eventuali variazioni. L’ omessa dichiarazione, pertanto, al pari della dichiarazione infedele, viene sanzionata, per legge, non solo per il primo anno di omissione o infedeltà ma anche per tutti quelli successivi. Fin qui la legge. Il Comune di Salerno, però, sta andando oltre, ovvero sta inviando avvisi di accertamento anche per l’ anno 2008, nonostante per tale annualità si sia prescritto il diritto da parte ad esigere tali somme. Ed invero la legge 296/2006 all’ articolo 1 (comma 161), prescrive che “A partire dall’ 1 gennaio 2007 gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere effettuati”. Per l’ anno di imposta 2008 si è dunque prescritto il diritto del Comune ad esigere tali pagamenti. La prescrizione va però eccepita attraverso l’ impugnazione dell’ avviso alla Commissione Tributaria; tale ricorso ha un costo che il più delle volte è superiore a quello da corrispondere al Comune anche perché, se il contribuente aderisce all’ accertamento entro 60 giorni rinunciando a presentare ricorso alla Commissione Tributaria, la sanzione è ridotta di un terzo. Il cittadino, dunque, di fronte a tale scelta, ovvero corrispondere un terzo della sanzione o fare ricorso sceglie, come è ovvio, la prima strada. Il Codacons ha diffidato il Comune di Salerno dall’ inviare avvisi di accertamento per sanzioni prescritte, poiché, considerando che si tratta quasi di una scelta obbligata il contribuente sceglie il male minore ovvero corrisponde al comune somme che l’ ente non dovrebbe esigere. Lo Statuto del Contribuente stabilisce, infatti, che i rapporti tra amministrazione finanziaria (in questo caso Comune di Salerno) e contribuenti devono essere improntati secondo buona fede e non pare che il Comune di Salerno si stia comportando in buona fede, anzi, esige somme prescritte anche se di importo minimo solo perché al cittadino/contribuente non è conveniente fare ricorso Nell’ attesa che il Comune ci dia una risposta, invitiamo, quindi tutti coloro che avessero ricevuto tali avvisi quanto meno a giocare la carta dell’ autotutela comunicando al Comune che l’ imposta 2008 non è dovuta ed esigendo dallo stesso l’ annullamento dell’ avviso. Tale comunicazione non interrompe, però, i termini per il ricorso alla commissione tributaria (60 giorni) che poi sono anche quelli per l’ adesione volontaria. *Ufficio Legale Regionale Codacons Campania.
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