Abuso d’ufficio: 1 anno assolto per quasi tutto
-
fonte:
- La Sicilia
Un anno di reclusione, pena sospesa, per abuso d’ ufficio; assolto da tutti gli altri capi d’ imputazione, ovvero peculato, concussione e truffa aggravata. Restituzione del fascicolo alla Procura della Repubblica, relativamente al capo d’ imputazione inerente la vicenda delle palme, chiedendo se esistono le condizioni per la riqualificazione dell’ ipotesi di reato da peculato in concussione. Nessun risarcimento nei confronti del Codacons, parte civile nel procedimento. Questa – al termine di una lunga giornata di dialettica, repliche e attesa – la sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento – primo collegio, presidente Giuseppe Meli senda Giambertoni, a latere Michele Contini e Agata Anna Gen na, nei confronti dell’ ex presidente dell’ ex Provincia Eugenio D’ Orsi. Il preside è stato condannato per alcuni rimborsi spesa pagati dall’ Ente, quindi per l’ accusa di abuso d’ ufficio per aver ottenuto una limitata serie di pranzi effettuati senza che risultasse adeguatamente motivato il fine istituzionale. Al termine della requisitoria, il 23 febbraio scorso, l’ accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Carlo Cinque aveva chiesto la condanna a 6 anni di reclusione e l’ interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nella propria arringa finale, l’ avvocato Giuseppe Scozzari – legale di D’ Orsi con Daniela Posante – aveva risposto al termine «ladro» rivolto nella requisitoria dal pm Cinque a D’ Orsi, evidenziando le (proprie) perplessità sulla conduzione delle indagini, parlando di «macroscopico strabismo investigativo», «salvacondotto giudizario nei confronti dei predecessori di D’ Orsi» e «atteggiamento persecutorio nei confronti di D’ Orsi». Secondo Scozzari «tutto iniziò quando D’ Orsi indossò la maglietta di solidarietà all’ allora presidente della regione Lombardo». Parole che hanno spinto il pm Cinque a chiedere la trasmissione della trascrizione alla stessa Procura, per ingiuria a magistrato in udienza. Richiesta rigettata dal Tribunale. La condanna dunque è arrivata per il rimborso per la consumazione al ristorante Ciak di Roma, all’ autogrill di Canicattì, al «Piccola paninoteca», all’ autogrill di Fiumicino, al Ficus Bar di San Leone, al ristorante «Alla Rampa» di Roma, al «Caffè piazzetta Lagrange» di Torino, da «Spinnato», al ristorante «Qoc», al «Ma che bontà», all’ autogrill di Enna. Per tutto il resto D’ Orsi è stato ritenuto innocente, con le formule «perché il fatto non sussiste» e «perché il fatto non costituisce reato». Ma la vicenda giudiziaria dell’ ex presidente dell’ Provincia potrebbe non concludersi così. Il Tribunale ha disposto la separazione degli atti e la restituzione degli stessi al pm in ordine al capo d’ imputazione B. Quello per le 40 palme che secondo la Procura sarebbero passate dal vivaista Rotulo alla villa di D’ Orsi a Montaperto. Per il tribunale ci sarebbero discrepanze tra quanto raccontato da testi, rispetto a quanto dichiarato dall’ ex presidente in un’ intervista televisiva. Ascoltato il dispositivo, un D’ Orsi in lacrime è stato abbracciato dal figlio, dalla moglie e da qualche amico in aula, molti meno rispetto a quando cominciò il processo.
francesco di mare
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: Abuso d’ufficio, Procura
