29 Marzo 2011

Abusivo l’ Osservatorio pagato dalla Regione

Abusivo l’ Osservatorio pagato dalla Regione
 

SALERNO – Doveva essere un osservatorio per lo studio delle migrazioni degli uccelli capace di richiamare in un’ area incontaminata del Cilento ornitologi da tutto il mondo. E invece non è mai entrato in funzione, nonostante sia costato alla Regione circa un milione di euro, e oggi è una struttura abbandonata, vandalizzata e da alcuni giorni anche sotto sequestro. Sono stati i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Napoli su disposizione del procuratore capo di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, ad apporre martedì scorso i sigilli a quell’ immobile di colore giallo che si staglia su tre livelli, in perfetta solitudine, all’ altezza della rupe del Mingardo, in località Chiancone del comune di Centola. «Uno scempio, un ecomostro» , tuonano da tempo le associazioni ambientalistiche come la Lipu. Per giunta finanziato con fondi della Regione Campania. Una circostanza questa che ha prodotto due anni fa anche una denuncia alla Corte dei Conti da parte del Codacons. L’ ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti è danneggiamento di bellezze naturali. La struttura è stata realizzata in un luogo diverso da quello in cui era originariamente previsto e pertanto è abusiva. Sotto accusa sono finiti l’ impresa, il direttore dei lavori e l’ ente committente, il Comune di Centola, che aveva ottenuto un ulteriore finanziamento regionale di 500 mila euro per la realizzazione di una strada d’ accesso all’ osservatorio e di un piazzale di sosta con parcheggi. L’ iter progettuale dell’ opera stato caratterizzato da diverse fasi, durante le quali si sono susseguite modifiche e integrazioni varie. La vicenda ha inizio nel 1998 quando la Regione Campania riceve in donazione dall’ Eni un vasto terreno nel comune di Centola dove esistono (e resistono) rari querceti da sughero e diverse colonie di primule di Palinuro. La finalità: iniziative di pubblica utilità ai fini della tutela ambientale e faunistica. Risale al 19 ottobre 2001 la firma dell’ accordo tra Palazzo Santa Lucia, il Comune di Centola, l’ Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e la comunità montana Lambro e Mingardo. Nasce così il progetto «I Miti» che prevede una serie di interventi ognuno caratterizzato da un nome mitologico: nel primo lotto c’ è Ermes (rete deisentieri), Pan (tutela della riproduzione della fauna autoctona), Prometeo (presidio antincendio con elistazione) e ancora Demetra (la recinzione), Aretusa (tutela ed ampliamento della biocenosi relativa alle querce da sughero) e Elios centro visite e accoglienza). Nel secondo lotto il progetto Calcante, ovvero la realizzazione dell’ osservatorio sulle migrazioni degli uccelli. Il primo progetto, approvato dalla Regione e dalla Soprintendenzaper i beni architettonici e paesaggistici di Salerno, prevede la costruzione della struttura in una zona impervia. Tant’ è che «in considerazione del particolare pregio ambientale dell’ area» , come è scritto nel bando di gara, viene prescritto l’ uso di un impianto a fune per il trasporto dei materiali edili. L’ aggiudicazione definitiva dell’ appalto è datata 21 giugno del 2004. A beneficiarne è Ati «Sacco Vincenzo e Figli s. r. l. -Savi s. a. s.» , da Pontecagnano Faiano, che ha offerto il ribasso del 22,215%sul prezzo a b a s e d ‘ a s t a d i 916.303,08 euro più 26.206,57 euro per oneri per la sicurezza. Tutto riportato sul Burc del 5 luglio 2004. Successivamente però con una variante di ubicazione la realizzazione dell’ osservatorio è stata spostata cinquanta metri più a monte. Ma ancora non è nell’ attuale e contestata collocazione in prossimità del fiume Mingardo e a ridosso dell’ incantevole visuale di Capo Palinuro, a 385 metri sul livello del mare. «Un simile edificio -denuncia fin dal 2007 Paolo Abbate della Lipu -non può essere spacciato per un osservatorio degli uccelli che avrebbe dovuto essere realizzato secondo regole precise. Regole che prevedono la totale integrazione dell’ osservatorio con l’ ambiente, garantita dall’ applicazione di metodi di ingegneria naturalistica. Ci si chiede allora quali siano state le vere finalità di una costruzione del genere in zona protetta» . Proprio quello che adesso vuole scoprire la Procura di Vallo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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