22 Luglio 2021

Abusi edilizi a Santa Venera al Pozzo il gip ha chiesto indagini suppletive

Non  ci  sarà  archiviazione  e,  anzi,  la  Procura  di  Catania  dovrà  svolgere  “investigazioni  suppletive”  in  merito  ai  presunti  abusi  edilizi  realizzati  nell’area  archeologica  di  Santa  Venera  al  Pozzo  ipotizzati  dal  Codacons.  Quest’ultimo,  dopo  aver  sua  volta  ricevuto  segnalazioni  da  parte  di  privati  cittadini,  nel  2016  aveva  provveduto  presentare  un  dettagliato  espostodenuncia.  Le  segnalazioni  avevano  acceso  fari  sui  lavori  compiuti  nell’area  archeologica,  sottoposta  vincolo  di  inedificabilità  assoluta;  il  Codacons,  in  base  quanto  appreso  dai  cittadini,  chiedeva  quindi  di  verificare  se  fossero  stati  realizzati  in  difformità  al  progetto  di  recupero  di  valorizzazione  dell’area  approvato  dalla  Sovrintendenza  ai  beni  culturali.  Per  l’associazione  che  difende  consumatori  – come  sottolineato  in  una  nota  – «esisteva  infatti  il  fondato  sospetto  di  gravi  irregolarità,  che  imponeva  una  verifica  di  compatibilità  dell’intervento  edilizio  effettuato  con  le  ragioni  di  tutela  dell’area  archeologica,  nonché  l’adempimento  dell’obbligo  di  adeguata  verifica  da  parte  dell’amministrazione  preposta  alla  tutela  del  vincolo».  Nell’esposto  sono  state  anche  segnalate  costruzioni  abusive  per  le  quali  si  chiedeva  adeguata  verifica.  La  novità  è  oggi  rappresentata  dalla  decisione  del  Giudice  per  le  indagini  preliminari  di  Catania,  dott.  Carlo  Cannella  che,  sciogliendo  la  riserva  formulata  nell’udienza  del  10  giugno  scorso,  ha  respinto  la  richiesta  di  archiviazione  avanzata  dalla  Procura  etnea,  ed  ha  ordinato  di  svolgere  le  già  citate  investigazioni  suppletive,  «non  ritenendo  sufficienti  le  verifiche  fin  qui  compiute,  per  accertare  l’esistenza  di  edifici  manufatti  abusivi  all’interno  dell’area  archeologica  sulla  base  di  rilievi  eseguiti  dalla  Pg,  coadiuvata  da  personale  tecnico  qualificato  conformemente  quanto  richiesto  dai  carabinieri  in  esito  alla  delega  di  indagine».  «Ciò,  si  spera  – con-clude  il  Codacons  – consentirà  di  accertare  se  l’intervento  edilizio  eseguito  nell’area,  sottoposta  vincolo  archeologico,  sia  avvenuto  in  variazione  essenziale,  in  totale  difformità  in  assenza  del  permesso».  ANTONIO  CARREC

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox