24 Febbraio 2005

Abruzzo, la regione dei prezzi alle stelle

Abruzzo, la regione dei prezzi alle stelle

Codacons e Listaconsumatori contestano l?assenza di controlli e invocano urgenti misure deflattive

L?AQUILA ? In Abruzzo non di tutto, ma sicuramente di più. Parliamo di prezzi e dell?inflazione che con gli stessi si delinea. L?Istat, con i dati relativi all?ultimo triennio, fa indossare alla nostra regione la maglia nera. Come dire L?Abruzzo dove tutto costa di più, dove evidentemente la politica dei controlli è fatiscente, dove, più di ogni altra regione, l?effetto euro ha avuto un riscontro devastante con la famosa equiparazione un euro uguale a 1000 lire. E la popolazione ha sofferto e soffre, soprattutto le famiglie monoreddito e con figli a carico: arrivare, oggi, a fine mese diventa problema di spessore equiparabile ai primi anni del dopo guerra. Insomma per farla breve, il risultato dell?approfondimento che l?Istat ha dedicato all?andamento del carovita nelle regioni italiane negli ultimi tre anni pone l?Abruzzo all?ultimo posto con la variazione dell?indice generale dei prezzi al consumo per l?intera collettività, per il triennio 2001/2004, pari all?8,1% contro una media nazionale de7,6% (nella tabella che riportiamo in prma pagina si ha il quadro completo di questa indagine regione per regione con le variazioni negli ultimi tre anni). Questi numeri, questa classifica, questo andamento dei prezzi e dunque il carovita, trovano contestazione da parte di Codacons e Listaconsumatori, ma è contestazione all?Istat perchè per loro e dunque per i consumatori «l?inflazione percepita dal 2001 ad oggi è di almento l?80/90%, mentre quella reale è di almeno il 15%. Magari, dicono, le cose stessero come dice l?Istat. «La verità è che nella regione, sul fronte dei prezzi, siamo di fronte ad un vero disastro». Anche Codacons e Listaconsumatori si rifmnno alla famosa equiparazione 1 euro = 1000 lire «che ha caratterizzato molti prezzi e tariffe in Abruzzo. L?inflazione reale ? dicono ? nel 2004 rispetto al 2002 (anno di introduzione dell?euro), non è inferiore al 15%, stima ovviamente per difetto». La classe politica, hanno ribadito, «non ha fatto nulla per contenere i prezzi e per questo chiediamo alla Regione di intervenire attuando urgenti misure deflattive, cominciando dal liberalizzare i saldi e imporre il doppio prezzo sui cartellini dei prodotti, in particolare dell?ortofrutta (prezzo all?ingrosso e prezzo al dettaglio)». E che ci sia stata e continui ad esserci una sensibile accelerazione dei prezzi nella nostra regione basta recarsi in un qualsiasi mercato o supermecato, fare la spesa, pagare e poi fare il raffronto prodotti acquistati-euro spesi. Si drizzano i capelli? Di più. Ci si priva di quei prodotti, reclamizzati al massimo per una migliore qualità della vita o si riduco al minimo, magari per il giorno di festa se si vuole mangiare tutti i giorni e arrivare a fine mese senza debiti, pensando che bisogna far fronte a tutte le altre spese fisse che sono tante, sempre in trend di crescita, per servizi dei quali non si può più fare a meno.

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