11 Aprile 2009

Aborto non concluso, Codacons parte civile

Il tribunale dovrà valutare l’ammissione dell’associazione nel processo a carico di un medico obiettore

SAN VITO.  Il Codacons ha chiesto di essere ammesso come parte civile nel processo a carico di Paola Francesca Marzano, medico dell’unità operativa di Ostetricia dell’ospedale di San Vito al Tagliamento, imputata di omissione di atti d’ufficio. Il processo è in corso davanti al tribunale – in composizione collegiale – di Pordenone. Nell’udienza di ieri, la difesa del medico (Valter Santarossa e un collega di Lecce) ha formulato un’eccezione contro l’ammissione di costituzione di parte civile. Il collegio scioglierà la riserva sulla decisione di inammissibilità per la prossima udienza, che è in calendario il 10 luglio.  Il Codacons è rappresentato dal legale Alessandro Magaraci.  «Tra le finalità del Codacons – spiega Magaraci – non vi è solo la tutela dell’ambiente, ma anche quella della salute, della sanità, la trasparenza dei contratti e gli utenti. Per questo si è ritenuto che vi fossero i requisiti per la costituzione di parte civile in questo processo». La vicenda risale al 2007. La notte tra il 24 e il 25 maggio nella struttura ospedaliera sanvitese venne effettuato un intervento per far abortire una paziente. Avvenuta l’espulsione del feto, la dottoressa, che era in turno di guardia, fu chiamata per completare l’aborto: ma, in quanto obiettrice di coscienza, non intervenne, e fu chiamato il dottor Manfred Gamper, direttore del reparto di Ostetricia, che completò l’operazione. La Marzano continuò comunque a seguire l’evoluzione della situazione. Per essersi rifiutata di eseguire il completamento dell’aborto, la dottoressa era stata accusata di omissione di atti d’ufficio e, quindi, rinviata a giudizio per tali ipotesi di reato su richiesta del pubblico ministero.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this