24 Maggio 2016

Abodi amaro «Impossibile il rischio zero»

Abodi amaro «Impossibile il rischio zero»

Il colpo è duro da digerire. Ma tant’ è: Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, non può far altro che prendere atto di quanto sta accadendo. L’ indagine della Dda di Napoli sul condizionamento di due gare del campionato 2013-14 da parte della camorra è un pugno allo stomaco: «Sono fatti gravi, anche se limitati a due partite. È l’ ennesimo attentato della criminalità organizzata nei confronti del calcio». Modena -Avellino e Avellino -Reggina gettano un velo cupo sul campionato cadetto proprio ora che l’ immagine del torneo sembrava in rampa di lancio (come confermano i dati degli spettatori presenti negli stadi: boom nella quarantesima giornata con oltre 100mila presenze): «Nonostante l’ alto numero dei controlli effettuati è impossibile ridurre a zero il rischio di fenomeni di questo tipo. Come Lega di B gestiamo 500 gare all’ anno e i tesserati sono circa 800. Nonostante questo il monitoraggio incrociato delle partite assicurato dai partner Sportradar e Federbet, la costituzione di parte civile nei processi di Cremona e Catania, i corsi di formazione organizzati nelle 22 società, sono tutti fatti tangibili di questo nostro impegno costante». Più parla e più emerge l’ amarezza. A tal punto che ad Abodi non resta che rilanciare sperando in un seguito: «Al Governo che ha mostrato grande sensibilità e attenzione al tema dell’ efficace contrasto alle frodi sportive aumentando sino a 9 anni la detenzione per tali reati, chiediamo di continuare nell’ opera legislativa per determinare anche un impatto patrimoniale con il sequestro preventivo e la confisca per questi delinquenti, come da nostra proposta che il governo ha meritevolmente fatto sua con un didegno di legge approvato in consiglio dei ministri nel settembre scorso, che adesso più che mai deve diven tare legge dello stato». La risposta arriva in modo indiretto dal senatore Pd Vaccari: «E’ in dirittura d’ arrivo in Antimafia la relazione del X comitato per le infiltrazioni mafiose nel gioco legale e illegale che conterrà anche una serie di proposte per contrastare questo fenomeno odioso». Fenomeno che purtroppo oramai parte dalle basi, come spiega il Direttore della Lega di A, Brunelli: «Già attorno ai giovani calciatori gira tanta gente. Il 99% sono persone in buona fede ma bisogna saper cogliere a volte dei segnali di qualcuno non del tutto trasparente. Quelli emersi sono casi isolati? Vediamo, credo proprio di sì». Se il presidente della Lega, Beretta, propone di «destinare parte delle scommesse legali a piano stadi», sul piede di guerra il Codacons: «Ci presenteremo come parte offesa dinanzi la Procura di Napoli in rappresentanza della collettività danneggiata dai gravi reati contestati» l’ urlo del presidente Rienzi.

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