22 Luglio 2012

Abbonamenti, tifosi scontenti? Il Milan: pronti a rimborsarli

Abbonamenti, tifosi scontenti? Il Milan: pronti a rimborsarli

L´amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani Insoddisfatti e rimborsati dalla squadra del cuore: è già successo, ma di solito nel corso di una stagione disastrosa. Il Milan è pronto a farlo ancor prima di scendere in campo. «Siamo disponibili fin da subito a rimborsare gli abbonamenti sottoscritti da chi non è soddisfatto della campagna acquisti condotta dalla società», ha annunciato al Corriere della Sera l’ ad rossonero Adriano Galliani, obiettivo con il presidente Silvio Berlusconi della contestazione di gran parte del tifo per aver ceduto Ibrahimovic e Thiago Silva. Il Milan sta analizzando aspetti legali e commerciali dell’ operazione e da domani fornirà le indicazioni a chi ha già sottoscritto l’ abbonamento (i numeri sono in calo: non sono fornite cifre ufficiali, «sono oltre 10mila»). Intanto incassa «i complimenti» del Codacons, pronto ad avanzare una class action e presentare un esposto all’ Antitrust per «pubblicità ingannevole» contro la campagna che ha sfruttato i volti delle due stelle cedute. «Galliani vince il derby della correttezza con l’ Inter – nota il presidente del Codacons Donzelli – Se un tifoso si abbona per vedere le stelle della sua squadra e poi queste vengono vendute, ha tutto il diritto di farsi ridare i soldi. A suo tempo avevamo avanzata questa tesi anche nei confronti dell’ Inter ma da Moratti non ci fu analoga sensibilità». In realtà la tesi non è condivisa dal Milan, e un diritto di recesso è escluso esplicitamente nelle condizioni di abbonamento. «Quello del Milan è solo un atto di attenzione al tifoso. L’ abbonamento a una squadra di calcio – spiega a Sky l’ avv. Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo – è simile a quello per una stagione teatrale. La sostituzione di un tenore non dà diritto al rimborso. Né c’ è l’ obbligo di far giocare chi è in organico quando si sottoscrivono gli abbonamenti». La campagna abbonamenti, protestano molti, era incentrata proprio su Ibrahimovic e Thiago Silva. «Ma senza mala fede», ribatte Grassani, ricordando che nell’ estate ’92 i tifosi del Torino chiesero indietro i soldi al presidente Borsano dopo la cessione di Lentini al Milan per 18 miliardi di lire. «Borsano – ricorda Grassani – in campagna abbonamenti assicurò che Lentini avrebbe giocato al Torino ma lo aveva già venduto. Fu ravvisata mala fede». E nel ’95 la Cassazione diede ragione a un tifoso che si era sentito raggirato. Cosa succederà alla class action? In Italia quelle andate a buon fine si contano sulle dita di una mano. Ci hanno provato senza andare in fondo tifosi della Samp nel 2011 dopo la cessione di Pazzini e Cassano.

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