12 Dicembre 2007

Abbonamenti ai parcheggi, il salasso di gennaio corriere di bologna

Abbonamenti ai parcheggi, il salasso di gennaio

Aumenti del 50 % alle tariffe mensili. Il Comune: servono a sbloccare le liste di attesa Rabbia di cittadini e operatori economici : "Rincari spropositati, così il lasciare l’auto sarà un privilegio da ricchi" L’anno nuovo porta brutte notizie agli abbonati dei parcheggi pubblici Atc. Dal primo gennaio, le tariffe mensili di quattro parcheggi cittadini subiranno impennate fino al 50%. "Adeguamenti per sbloccare le liste di attesa", spiega l’assessore alla Mobilità, Maurizio Zamboni. Rabbia dei consumatori, "aumenti spoporzionati", e dei commercianti, "una soluzione di destra". Intanto il bilancio ambientale 2006 attesta il fallimento delle politiche antismog: l’anno scorso le Pm10 hanno segnato una concentrazione media di 45 microgrammi per metro cubo, sforando l’obiettivo dei 40 fissato nel 2005. La stangata sugli abbonamenti mensili dei parcheggi è stata approvata ieri in giunta, ed entrerà in vigore dal primo gennaio: "Il tempo di informare gli utenti", spiega l’assessore Zamboni. L’impennata dei prezzi riguarderà lo Staveco, principale parcheggio di attestamento della città, e altri 3 parcheggi pertinenziali (Foscolo, ex Stiassi e Kaliri). Ma se per l’ex Stiassi gli aumenti sono irrisori, non accadrà lo stesso negli altri casi, dove gli abbonamenti mensili cresceranno del 50%, passando da 100 a 150 euro: un’adeguamento che garantirà, dal solo Staveco, 53 mila euro in più all’anno. Ma perché alzare gli abbonamenti? "Sono parcheggi con fortissima domanda e lunghe liste di attesa che non si sbloccano", spiega Zamboni. E per risolvere "il forte squilibrio tra domanda e offerta", la soluzione scelta dal Comune è l’adeguamento delle tariffe. Motivazioni che non convincono i consumatori del Codacons. "Sono aumenti ingiustificati – attacca il presidente regionale, Bruno Barbieri – il Comune non si può mettere in una condizione di mercato: se c’è molta richiesta si aumentano i posti". Sulla stessa linea Maria Grazia Galli, di Federconsumatori: "Cifre spoporzionate, bisogna salvaguardare la possibilità dei residenti di posteggiare lì a prezzi ragionevoli". Il presidente di Confesercenti, Sergio Ferrari, è durissimo: "Così si discrimina tra chi può permettersi il posto auto e chi no. Non mi sembra una soluzione di sinistra". La logica della giunta "somiglia a quella dei petrolieri – aggiunge – ma continuando così si rende la macchina un lusso per benestanti". Giancarlo Tonelli dell’Ascom parla di "una soluzione molto berlusconiana", ma c’è rabbia anche tra gli utenti dello Staveco. "Il ricambio sarà quello dei ricchi e dei professionisti, che possono scaricare gli aumenti sui loro clienti", si arrabbia Cristina, che insegna all’università. "Così il parcheggio diventerà un servizio per classi abbienti", si lamenta Rita Accorsi. Le politiche disincentivanti sull’uso dell’auto, comunque, non sembrano sufficienti a salvare Bologna dallo smog: una realtà che lo stesso Comune ammette nel bilancio ambientale consuntivo 2006 licenziato ieri. Su dieci obiettivi fissati nel 2005, solo metà sono stati raggiunti. E a preoccupare di più sono le Pm10 (45 microgrammi per metro cubo in media) e la concentrazione di ossido di azoto, che in via San Felice si è attestata su una media di 105 microgrammi per metro cubo: quasi il doppio dell’obiettivo fissato. "La molteplicità di interventi messi in campo – spiega l’assessore Anna Patullo – hanno avuto un valore ridotto anche a causa delle condizioni metereologiche". Ieri, infine, è arrivato il via libera a un progetto sperimentale di trasporto pubblico da avviare al Borgo Panigale: navette da nove posti che funzioneranno su chiamata dei cittadini, per collegare aree "a forte dispersione insediativa".

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this