«Abbiamo bevuto l’ acqua di Bussi» pioggia di cause in arrivo contro Aca
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fonte:
- Il Messaggero
dopo le prime quattro condanne per il timore di danni alla salute il codacons prepara la fase due
LA BOMBA ECOLOGICA FRANCAVILLA Sono 50 i ricorsi che stanno per piovere nei confronti dell’ Aca da parte dei cittadini che si sono rivolti al Codacons Abruzzo per il timore di aver sviluppato o di poter sviluppare in futuro patologie legate all’ inquinamento dei pozzi di Sant’ Angelo di Bussi. Pozzi che dal 2004 erano a contatto con Fonte Giardino, da cui si approvvigionano tutti i comuni serviti dall’ Aca, compreso Francavilla. E sono proprio di Francavilla le quattro persone che saranno risarcite, come stabilito dalle sentenze del giudice di pace di Chieti, Maria Flora Di Giovanni, che condannano l’ Aca a risarcire quattro utenti con una somma di 5 mila euro ciascuno, per danno da timor panico, a seguito delle vicende legate all’ inquinamento dei pozzi Sant’ Angelo di Bussi. L’ Aca probabilmente farà appello al Tribunale di Chieti, ma le sentenze del Giudice di Pace costituiscono il terzo precedente in materia, dopo quelle della Corte di Cassazione sul caso Icmesa e del Tar Lazio sull’ avvelenamento delle acque in alcuni comuni laziali. Precedenti che, nel caso dei pozzi di Sant’ Angelo di Bussi, danno una concreta possibilità di ricorrere a tutti coloro che hanno assunto acqua dell’ acquedotto Fonte Giardino e che possono provare di aver sofferto il cosiddetto danno da timor panico. «L’ Aca – spiegano gli avvocati Vittorio Ruggieri del Codacons Abruzzo e Ludovico e Rodolfo Berti del foro di Ancona – sapeva sin dal 2004 che l’ acqua dei Pozzi Sant’ Angelo di Bussi si mischiava a quella di Fonte Giardino e non ha fatto assolutamente niente. Non ha avvertito la popolazione, non ha chiuso i pozzi, anzi avrebbe anche mentito circa la sussistenza del pericolo. In tanti hanno bevuto l’ acqua gestita dall’ Aca dai pozzi Sant’ Angelo e sono stati esposti ad un rischio che non si è ancora manifestato e che si potrebbe manifestare in futuro». Questo genera una paura che per il giudice di pace rientra nel cosiddetto danno da timor panico, un danno non patrimoniale che si sommerebbe al danno patrimoniale, costruito dal pagamento delle bollette dell’ acqua. «Considerando – continuano i legali – che c’ è anche la responsabilità dell’ Aca, acclarata con un percorso penale che si è concluso a maggio, il danno che queste persone hanno avuto è dato dalla paura: ogni piccola manifestazione che ognuno avverte, costituisce un campanello d’ allarme». Nella sentenza il giudice di pace, Maria Flora Di Giovanni, informa di aver trasmesso gli atti alla Procura di Chieti per il reato di falsa testimonianza nei confronti di un dipende dell’ Aca, che avrebbe negato l’ approvvigionamento del comune di Francavilla dalla Fonte Giardino. Sabato 24 settembre, alle 16.30, i legali del Codacons terranno un inviato pubblico presso l’ hotel Corallo di Francavilla per illustrare possibilità e modalità per presentare ricorso. Monica Di Pillo © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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