16 Maggio 2012

«Abbanoa si attivi per la conciliazione: già 20 mila i ricorsi»

«Abbanoa si attivi per la conciliazione: già 20 mila i ricorsi»

Un contenzioso che rischia di esplodere. In casa Abbanoa le acque sono agitate e la mole di ricorsi che pende contro l’ azienda ne è la prova. A dare i numeri è l’ Unione nazionale consumatori: ci sono 20 mila reclami inevasi e altri diecimila che non vengono neppure presi in considerazione. Il risultato? Gli utenti non pagano le bollette oggetto di contestazione e Abbanoa naturalmente continua a non incassare. Eppure il modo per sbloccare il contenzioso c’ è, anzi ci sarebbe: la conciliazione prevista da un protocollo d’ intesa tra l’ ente gestore delle risorse idriche e i consumatori. Accordo del 2008 poi rivisto con le organizzazioni sarde nel 2011. Tante parole, nero su bianco, rimaste lettera morta, così come nel vuoto sono caduti gli appelli da parte di chi nella conciliazione ci crede. «Da un lato si accorceranno i tempi per risolvere la controversia, garantendo all’ utente la consulenza gratuita di una sorta di avvocato d’ ufficio», spiega Monica Satolli, segretaria regionale dell’ Unione nazionale consumatori. «È la via per risolvere la mole di contenzioso ma anche un’ opportunità per l’ azienda di incassare le centinaia di fatture contestate». NUMERI E PROCEDURA Stando ai fatti, dunque, Abbanoa ha firmato un accordo ma non l’ ha mai attuato, nonostante l’ impegno di dare nel sito la massima diffusione della procedura. A oggi, a fronte dei 20 mila reclami, sono state presentate duemila richieste di conciliazione, tante sono quelle depositate negli uffici dell’ azienda da parte delle associazioni dei consumatori in rappresentanza degli utenti. «Finché tutto è fermo la maggior parte delle richieste non viene inoltrata», precisa Satolli. Eppure la conciliazione (a costo zero) consentirebbe al cittadino di ottenere giustizia (ma può capitare anche il contrario e che si dia ragione all’ azienda) in tempi brevi: in sostanza se l’ utente che presenta un reclamo non dovesse essere soddisfatto delle controdeduzioni di Abbanoa, anziché adire al giudice di pace può avviare una procedura nella quale sarà assistito dal rappresentante di una delle associazioni che hanno sottoscritto l’ accordo, ovvero oltre Unione consumatori, AltroConsumo, Codici, Casa del consumatore, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Federconsumatori, Cittadinanzattiva, Codacons e Confconsumatori.FATTURE Oltretutto il tormento per l’ utente è non sapere se la lettura del contatore sui consumi dell’ acqua è presunta o reale. «Dalle nuove fatture non risulta più ed è impossibile per l’ utente fare una verifica reale e tempestiva, anche perché le fatture arrivano alle volte dopo 4-5 anni», denuncia l’ Unione consumatori. Altro disagio: se si acquista casa da un moroso per l’ allaccio dell’ acqua si corre il rischio di aspettare «anche 2 mesi», a dispetto dei 20 giorni previsti dalla Carta dei servizi. «Nel sito dell’ azienda non viene neppure pubblicato il modulo per la successione del contratto, con un aggravio dei costi da 33 a 110 euro». La situazione – conclude Satolli – non è cambiata, dal 2006 a oggi, neppure con l’ avvento del nuovo amministratore: abbiamo più volte chiesto un incontro al direttore Murtas che continua a fare orecchie da mercante». E, in mancanza di un dialogo, per ogni fattura contestata si va dal giudice.Carla Raggio.

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