2 Febbraio 2010

A spasso col cane ma col patentino

PISTOIA. Per portare il cane a passeggio sarà necessario un patentino. Ma non tutti, solo quegli animali considerati problematici e a rischio elevato, per aver azzannato o aggredito almeno una volta una persona "di casa" oppure di passaggio. Si tratta del nuovo decreto legge, pubblicato in questi giorni sulla Gazetta Ufficiali e quindi operativo a tutti gli effetti, presisposto dal sottosegretario alla Salute della Lega nord, Francesca Martini. Un regolamento, peraltro, fra quelli più bipartisan dei tanti varati in questi ultimi anni dal Parlamento. Il decreto abolisce la lista delle razze pericolose, che aveva caratterizzato i regolamenti precedenti, dando invece importanza alla reità effettiva dell’ animale. Quindi, la pericolosità deve essere conclamata e non presunta con pregiudizio in base alla razza. Per tenere questi animali più a rischio, la legge prevede che vengano programmati dei corsi formativi volti a fornire nozioni sulla normativa e sulle caratteristiche fisiologiche ed etologiche del cane, in modo da indirizzare il proprietario verso un possesso responsabile. E questa è la teoria. La pratica prevede che, a organizzare questi corsi e quindi rilasciare una sorta di patentino del buon padrone di cane, siano i Comuni, in accordo con le aziende sanitarie locali. Questi enti possono avvalersi della collaborazione degli ordini dei medici veterinari, delle associazioni veterinarie e di protezione degli animali ed anche della collaborazione di educatori cinofili di comprovata esperienza. «La legge è uscita adesso e ci dobbiamo attrezzare – dice la dirigente comunale Giovanna Cotti – Però già contatti col servizio veterinario dell’ Asl 3 ed abbiamo anche una piccola lista di cani sotto osservazione, quindi i cui proprietari dovranno partecipare al corso obbligatoriamente. Infatti, la legge prescrive l’ obbligo per gli animali con precedenti di aggressioni, mentre per tutti gli altri proprietari il corso è facoltativo. Il costo è, in ogni caso, a carico dei partecipanti. Dovremo poi cercare professionalità abbastanza specifiche per tenere questi corsi, non solo i veterinari, che conoscano il comportamento degli animali e la cui professionalità sia riconosciuta e comprovata». La legge, che è stata giudicata positiva dall’ Enpa nazionale e negativamente dal Codacons, trova in una posizione intermedia Franco Bandinelli, responsabile della scuola cinofila gruppo Febo, che fa capo alla Misericordia di Pistoia, nonché presidente dell’ Enpa provinciale. Fra l’ altro, la sua scuola potrebbe essere proprio fra quelle più indicate per tenere i corsi ai proprietari di cani. «Per il momento nessuno ci ha chiesto niente – dice Bandinelli – né so immaginare, al momento, come e dove verranno organizzati questi corsi. La legge ha un aspetto sicuramente positivo, cioè quello che, per la prima volta, si parla di una capacità di elaborazione mentale del cane. Il limite della legge è invece il fatto che si agisce a fatto avvenuto. Ci vorrebbe invece un percorso che accompagni i proprietari fin dal momento che adottano o acquistano l’ animale, anche se la parola acquistare non mi piace. Cioè dovrebbe esserci un regime automatico, un po’ come accade per la patente dell’ auto in cui la consulenza dell’ istruttore c’ è fin dall’ inizio. Non esistono cani cattivi, ma che fanno più male per la loro stazza o grandezza della bocca. E andrebbe combattutto quel fenomeno triste del contrabbando di animali, che non si sa da dove vengono e quali storie di maltrattamenti abbiano subito da cuccioli».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this