26 Aprile 2017

«A saperlo prima prendevo il treno»

«A saperlo prima prendevo il treno»
a fiumicino passeggeri divisi
tra preoccupazione e incertezza sulla situazione la protesta del
codacons: «tutti i viaggi già pagati devono essere garantiti»

All’ indomani del referendum sul piano di risanamento di Alitalia, alla zona partenze dell’ aeroporto di Fiumicino non si respira aria di festa. Ai terminal 1 e 2 del Leonardo Da Vinci la Liberazione ha un’ accezione solo negativa. La predominanza schiacciante dei «no» solo poche ore prima di questo viaggio tra i check in della compagnia di bandiera cambia il significato della parola: liberazione come distacco di dipendenti e clienti affezionati da ore di lavoro e viaggi accumulati con Alitalia. Ai banchi, tradizionalmente colorati di quel verde che veste anche le hostess, mai tanto cupe, ci sono passeggeri in coda, pronti forse all’ ultimo viaggio con gli aerei di casa nostra. «Io sono in partenza per Cagliari – racconta Tiziana- il mio volo decolla fra quaranta minuti». Disagi? «Al momento no, anzi. Perfino il treno che mi ha portato qui è arrivato con quindici minuti di anticipo, non mi sembra vero». Tranquilli, quasi sorpresi dalle domande sui problemi di oggi, i tanti che si stanno per imbarcare. «Io sono diretto a Torino- racconta Claudio- È vero che sono stato parecchio all’ estero ultimamente e quindi sono un po’ fuori dalle dinamiche di Alitalia, però non ho anzi mai riscontrato tanta efficienza come in questa occasione. E io sono uno che vola spesso per lavoro». Qualcuno, pur sorridente, accenna un rito scaramantico nella speranza che tutto possa andare bene: «Una volta che mi sono deciso a prendere un aereo, io che ho sempre avuto paura, faccio fallire Alitalia. Se me lo avessero detto, avrei preso il treno», ironizza Gianluca. «Se comprerei ancoraun biglietto Alitalia? -chiede Annalisa, mentre corre per non perdere il suo aereo per Londra – sì, perché no?». Ma tutt’ altra faccia ha il marito dietro di lei, che a passo niente affatto svelto, scuote la testa: «No, io non lo prenoterei un altro viaggio con Alitalia, secondo me le possibilità di sopravvivenza sono pressoché nulle». D’ accordo con lui è Roberto: «Devo andare a Nizza mercoledì prossimo per seguire la Juve contro il Monaco. Ho un bliglietto Alitalia e qualche dubbio sul fatto che il volo parta ce l’ ho: Speriamo bene». «Oddio, ma che davvero? Ma che è successo ad Alitalia – chiede Giovanna, che alla non più tenera età di 77 anni si sta per imbarcare direzione Londra per andare a trovare il figlio- Non sapevo niente, ma si parte?». All’ ultimo banco dei check in, quasi defilato rispetto ai più vicini all’ ingresso, alcuni hostess e steward di terra parlottano tra loro. Le loro facce raccontano meglio delle parole che non vogliono pronunciare ciò che si stanno dicendo. «Che cosa pensiamo è meglio tenerlo per noi- borbotta una- perché qui se parlo mi chiudono in galera». «Loso io che fine facciamo…», chiosa un’ altra. Sul caso Alitalia, il Codacons chiede al Governo garanzie per gli utenti. «In questo momento di grande incertezza devono essere garantiti i collegamenti per le tratte già acquistate dai consumatori- spiega il presidente Carlo Rienzi- Il governo deve assicurare che tutti i biglietti finora emessi da Alitalia siano utilizzabili dai viaggiatori, per evitare possibili danni all’ utenza e vertenze risarcitorie in caso di sospensione o riduzione dei voli. Allo stesso modo – prosegue Rienzi – deve essere garantita la fruizione dei punti MilleMiglia».
silvia mancinelli

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