7 Febbraio 2017

A Sala Consilina il commercio è in crisi, il Codacons rilancia il centro commerciale naturale

A Sala Consilina il commercio è in crisi, il Codacons rilancia il centro commerciale naturale

SALA CONSILNA. Il commercio a Sala Consilina non gode di ottima salute. Per questo motivo viene chiesto all’ amministrazione comunale un incontro. Lo chiede Antonio Beltotti, anche per conto della Confesercenti: «Chiediamo una convocazione urgente al sindaco e al consiglio comunale». Un incontro sulla situazione che sta vivendo il commercio nel centro più popoloso del Vallo di Diano, soprattutto nel centro storico, con le attività commerciali che abbandonano le vie principali, modificando quello che era fino a non molti anni fa lo scenario che si presentava agli occhi dell’ acquirente che vedeva Sala Consilina come una paese fondamentale per il commercio. Le recenti notizia parlano di ben altro. Un allarme già lanciato e anticipato circa due anni fa dal consigliere di progetto Sala, Giuseppe Colucci, che aveva sollevato al questione commercio chiedendo anche rapidi interventi in tal senso all’ amministrazione comunale per evitare il declino ma, piuttosto, per cercare di riportare le attività commerciali nel centro storico restituendo il ruolo centrale che Sala Consilina meritava. La voce di Colucci, però, pare che sia rimasta inascoltata se si continua a parlare della presenza di numerosi locali con il cartello fittasi. La que stione legata all’ abbandono dei centri storici e alle difficoltà di mantenere attivo e vitale il commercio nel comprensorio del vallo di diano è stata trattata anche da Roberto De Luca, responsabile Coda cons Vallo di Diano, che è intervenuto in tal senso con due idee per rilanciare il commercio e per la valorizzazione e promozione dei prodotti locali. Riferendosi alla proposta di legge per la salvaguardia di produzioni locali, dal Codacons arriva l’ idea di raccogliere i prodotti tipici locali sotto un unico marchio con distribuzione in appositi punti vendita. Una proposta finalizzata a risolvere due fenomeni che stanno portando al depauperamento del territorio: mortificazione della produzione locale e incentivazione implicita dell’ importazione di beni di consumo da territori lontani. «Sarebbe importante, spiega Roberto De Luca – concentrare sotto un unico marchio di qualità le varie produzioni, con particolare riferimento alle tipicità locali, rendendole riconoscibili su larga scala, con strutture consortili di supporto che ne potrebbero curare la commercializzazione. Sulla chiusura delle attività commerciali nel centro storico, De Luca rispolvera un vecchio progetto del 2009 con la costituzione del Centro Commerciale Naturale; «Per quanto riguarda le misure protettive delle attività commerciali tradizionali, bisognerebbe attivare studi simili a quello effettuato nel 2006 che può essere oggi considerato un mero esercizio accademico. Le soluzioni andrebbero cercate da amministratori competenti, urbanisti, economisti, e rappresentanti di categoria». Vincenzo D’ Amico.
 
 

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